Reggio Calabria, all’Hospice “Via delle Stelle” si aprirà il ventaglio delle iniziative culturali dello “SpazioCultura…la Cultura che cura!”

bollariDal mese di Gennaio a Maggio 2017 all’Hospice “Via delle Stelle” si aprirà il sipario: il ventaglio delle iniziative culturali dello “SpazioCultura…la Cultura che cura!” si arricchiranno di una rassegna teatrale attraverso cui prendersi cura dei residenti, familiari ed operatori dell’Equipe di cura. Lunedì 9 Gennaio 2017 alle ore 18:30 in Hospice andrà in scena la primo delle cinque rappresentazioni teatrali che animeranno i pomeriggi dell’Hospice di Reggio Calabria – promosse dall’Associazione teatrale MalaUmbra Teatro di Gubbio (PG): BOLLARI “Memorie dallo Jonio” di e con Carlo Gallo; collaborazione artistica di Peppino Mazzotta, prodotto dal Teatro della Maruca di Crotone. Sulle coste desolate del Mar Jonio, immersi nel silenzio tra i colori della macchia Mediterranea, è divenuto sempre più raro assistere a quel miracolo che avveniva tra i pescatori e il mare, un fenomeno che veniva indicato col il termine “Bollari”. Una parola antica tradotta nel suono gutturale dei pescatori per annunciare l’avvistamento dei tonni a largo delle coste, un urlo di gioia a cui seguivano lanci e fragori di bombe in mare, una pratica illegale diffusa tra i pescatori dello Jonio al fine di ricavare più pesce possibile in poco tempo e sopperire ai lamenti dello stomaco. Lo spettacolo narra la contesa di mare tra due anziani pescatori e le vicissitudini di quella che fu la “Cecella”, il miglior peschereccio dello Jonio, negli anni del fascismo fino alle porte della seconda guerra mondiale. Tratto da racconti orali di anziani calabresi, “Bollari” è una storia di mare che si chiude sopra il deserto dei valori di un mondo travolto dal regime e dalla guerra. La recitazione è scandita dalla respirazione e dalla gestualità ricercata, dalla musicalità di una lingua, arcaica, poetica e comprensibile a tutti di fronte alla quale è impossibile non farsi travolgere e affascinare. Come sottofondo il rumore languido della spuma del mare, quel mare di gioie e di dolori, su cui si riversano la fame e la miseria del tempo. Quel mare su cui i personaggi rinnovano il proprio spirito e battono i remi – forse – alla conquista della propria libertà. Una narrazione misteriosa e suggestiva come fiabe d’altri tempi, in una lingua che inventa se stessa nel dipanarsi degli eventi, dove tutto si traduce in parola.