Messina, Sicilia Futura: “la sfiducia non è un jukebox, ragioniamo di gruppo e di squadra”

Per Salvo Versaci di Sicilia Futura Messina:”la sfiducia non è un jukebox, ragioniamo di gruppo e di squadra”

palazzo zanca“Politica serie ed atti concreti per ritrovare la fiducia dei cittadini”. Lo afferma il coordinatore cittadino Salvo Versaci che ricorda “come i nostri consiglieri avessero naturalmente sottoscritto la proposta di mozione di sfiducia depositata a suo tempo, sperando però che si arrivasse a votare entro giugno dello scorso anno. Avevano peraltro affermato, in tempi non sospetti, che trascorso quel periodo il nostro gruppo politico non sarebbe stato più disponibile a sottoscrivere alcunché per non coprirsi di ridicolo. La sfiducia non è un jukebox, in cui metti la monetina ed ascolti il disco che ti piace quando ti pare, per noi – oggi più di ieri – la mozione di sfiducia deve essere un atto politico concordato e condiviso, intanto dagli organi del nostro partito e poi da un ragionamento politico preliminare di alleanze, che debbano concordare un percorso alternativo a questa disastrosa amministrazione. Abbiamo iniziato un percorso insieme, dobbiamo continuare insieme. Altrimenti – ha continuato Versaci – aggiungeremmo al danno la beffa ed ammettendo l’errore di aver provato, in passato, a cambiare verso all’amministrazione cittadina in maniera solitaria non vogliamo ripetere l’errore perché peccheremmo di protagonismo e se ci dovrà essere una terza volta potrà essere solo mediante una condivisione ampia con la nostra base e solo con chi vuole condividere un progetto politico alternativo. Non serve gettare ulteriormente Messina nel baratro – ha concluso Versaci – o peggio riconsegnarla nelle mani di presunte “vittime o carnefici”. 

La politica deve tornare al servizio dei cittadini e non servirsene, per questo stiamo in questi giorni caldeggiando, a livello regionale, la nuova riforma delle Province con l’elezione diretta degli organi rappresentativi: una riforma vera, che si armonizzi a quella nazionale, che possa diventare organica ad un processo di governo integrato del territorio con una struttura intermedia capace di occuparsi non solo di scuola, strade e disabilità ma diventi veramente collante per tutte le comunità che ruotano all’interno delle città metropolitane o dei liberi consorzi assommando funzioni che oggi sono di appannaggio regionale”.