Martorano: “Infrastrutture di trasporto e crescita da costruire necessariamente per l’Area dello Stretto”

stretto“L’economia del nostro Paese è particolarmente frammentata e cambia inevitabilmente tra Nord, Centro e Sud. Lo sviluppo di una Provincia lo si ha solo se ci sono strade sicure, ottime reti ferroviarie e un sistema aeroportuale adeguato e capace di soddisfare le esigenze degli utenti”. Ad affermarlo è il Presidente della Federazione Nazionale delle Società Finanziarie, avvocato Santo Alfonso Martorano che “nonostante sia difficile stabilire quali settori saranno vincenti, visto la forte crisi che ha investito l’Italia”, crede che “sia fondamentale e necessario sottolineare come le nostre aziende, i piccoli produttori e giovani imprenditori hanno dimostrato di non voler assolutamente abbandonare il mercato anzi, con fatica, hanno continuato a tirar fuori il meglio delle loro produzioni esportandole e provando a consolidare quella rete produttiva che serve per lo sviluppo economico e sociale”. “Ma una crescita economica forte e sostenibile è impossibile senza investimenti nel trasporto e nelle infrastrutture – continua l’avvocato Martorano – Da qui, dovrebbero partire i nostri amministratori, proprio dal settore del trasporto pubblico locale, fattore importante per la ripresa economica. I mezzi di trasporto pubblico facilitano la creazione di nuove attività e ne semplificano l’accesso. E’ impensabile quindi, che si punti a depotenziare o chiudere scali aeroportuali come il “Tito Minniti” credendo di risparmiare quando in realtà si va ad “uccidere” una importante realtà territoriale. E’ inaccettabile che il Governo centrale e locale non abbia ancora ben capito che  ogni  euro investito nel trasporto pubblico crea un valore aggiunto di 4 euro nell’economia globale. Il trasporto pubblico fornisce lavoro in tutta la filiera: operatori, autorità e industria. E’ vero che dobbiamo risolvere l’attuale crisi riducendo i costi ove possibile, ma è assolutamente sbagliato fare tagli su settori dove bisogna mantenere un elevato livello di investimenti grazie ai quali è possibile migliorare le nostre “ricchezze” – conclude il presidente – Non è il momento di tagliare la spesa per le infrastrutture, se vogliamo davvero essere una Città Metropolitana da prendere come esempio, dobbiamo salvaguardare tutto ciò che sino ad oggi ci è stato invidiato dalle altre realtà italiane”.