Lamezia Terme (CZ), polemica sulla morte del paziente per meningite: “colpa della scellerata riorganizzazione ospedaliera”

E’ polemica sulla morte del paziente per meningite a Lamezia Terme (CZ): “colpa dei tagli e della scellerata riorganizzazione ospedaliera”

ospedale-viboE’ polemica per la morte del paziente di Lamezia Terme (Cz) affetto da meningite, trasferito a Vibo Valentia a causa della chiusura del reparto di malattie infettive della città. Sotto accusa i tagli imputati al commissario per la Sanita’, Massimo Scura. “Lamezia piange una prima vittima della scellerata riorganizzazione ospedaliera voluta da Scura e supinamente eseguita dal Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, dr. Perri”. “Non sappiamo se il caso di meningite che ha colpito un nostro molto ben voluto concittadino avrebbe avuto comunque l’esito letale che ha avuto, ma una cosa e’ sicura: la recente concomitante chiusura dei gloriosi reparti di Malattie Infettive e di Microbiologia e Virologia del nostro ospedale ha fatto si’ che la diagnosi di meningite da meningococco sia intervenuta con un colpevolissimo ritardo di circa due settimane e solo a ridosso della sua morte. Il dolore dei suoi cari non ne sara’ certo alleviato, ma ci sembra corretto che tutti sappiano come sono andati i fatti e quanto le scelte infauste di Scura siano state determinanti del grave ritardo con cui e’ stata diagnosticata la malattia, impedendo al nostro concittadino di essere curato con la terapia specifica a cui aveva diritto sin da subito. I medici del nostro ospedale, infatti, – riporta la nota – hanno sospettato sin dall’inizio che egli potesse essere affetto da una malattia infettiva ed hanno prontamente chiesto un consulto specialistico. Estratto il liquor, il suo aspetto torbido ha aggravato i sospetti, per cui lo specialista di malattie infettive che e’ ancora rimasto nel nostro ospedale ha immediatamente prescritto una terapia antibiotica generica (ad ampio spettro) e un’analisi urgente del liquor per individuare la natura della patologia infettiva”. Per il Tribunale del Malato ed il comitato, “se Scura non avesse soppresso nel nostro ospedale il reparto di Microbiologia e Virologia, il risultato delle analisi sarebbe giunto in un’ora o anche meno. Invece, essendo un sabato, si e’ dovuto richiedere l’analisi al reparto di Microbiologia e Virologia di Catanzaro, al quale Scura ha previsto che il nostro ospedale debba far capo. Solo che nel reparto cosiddetto HUB di Catanzaro pare mancassero i reagenti necessari ad eseguire l’analisi immediata del liquor (che nel Laboratorio di Lamezia invece c’erano). E cosi’, si e’ dovuto ricorrere all’esame colturale, che e’ piu’ lungo e che ha dato la risposta dopo una decina di giorni, quando era ormai troppo tardi. Nel frattempo il nostro sventurato concittadino – continua – ha dovuto essere dimesso dal reparto di rianimazione del nostro ospedale, perche’ ormai rianimato. E, mancando ormai nel nostro ospedale il reparto di Malattie Infettive, lo si e’ dovuto trasferire altrove, nonostante le sue grazi condizioni ne avrebbero sconsigliato il trasferimento. E’ cosi’ partita la caccia ad un reparto che lo ospitasse. Da Catanzaro, come pare sia sempre successo in questi ultimi vent’anni, hanno risposto che non avevano posti liberi. Alla fine e’ riuscito a trovar posto solo presso il reparto di Malattie Infettive di Vibo Valentia, che strutturalmente e’ da tutti purtroppo descritto come fatiscente”. ”La decisione di mantenere ben due reparti di Malattie Infettive e due reparti di microbiologia e virologia a Catanzaro, chiudendo i corrispondenti reparti di Lamezia, non risponde infatti a nessun criterio scientifico, epidemiologico o di bacino d’utenza. E allora chi si e’ assunto queste gravi responsabilita’ e’ giusto che questa volta, se ha sbagliato, paghi. Oltre ad informarne chi ha il dovere di intervenire, siamo disponibili -conclude – ad offrire alla famiglia del nostro sventurato concittadino, se la vorra’, assistenza legale e medico-legale gratuita per tentare di fare in modo che tristi vicende come queste non abbiano piu’ a ripetersi con nessun’altro paziente“.