La magia di “Radio Libertà”: Reggio Calabria torna comunità sulle note dei grandi della musica

received_1388091877878012Una serata dall’atmosfera magica, in cui Reggio Calabria è tornata, almeno per qualche ora, a essere comunità. “Radio Libertà” fa il pieno di venerdì sera al Circolo Venezia di Reggio Calabria. Più che riuscito l’esperimento proposto dal sociologo Fulvio D’Ascola, dal giornalista Claudio Cordova e dal procuratore aggiunto, Gaetano Paci. Due ore dense di musica, parole e storie. Attraverso 10 canzoni ciascuno, i tre hanno proiettato il vastissimo pubblico del “Venezia” nelle affascinanti storie di musica, ribellione e riscatto. Un inedito trio che si è perfettamente amalgamato, mostrando come, da sempre, la musica abbia svolto un ruolo che va ben oltre la cifra artistica dei grandi cantanti e delle band che hanno fatto la storia: da Marvin Gaye a Otis Redding, passando per Bob Dylan, Bruce Springsteen, John Coltrane, fino ad arrivare a Giorgio Gaber e a Fabrizio De Andrè. D’Ascola, Cordova e Paci hanno infatti analizzato testi, musica e storie, proiettandosi poi sul territorio, quello calabrese, soffocato dallo strapotere della ‘ndrangheta.

Ed è così emerso, in tutto il suoreceived_1388091907878009 fascino, la potenza della musica, la forza della bellezza per ritrovare lo spirito giusto per affrancarsi da determinate logiche perverse. Il pubblico del Circolo Venezia ha ascoltato la musica e le parole dei grandi artisti, che sfumavano poi con l’intervento dei tre relatori. Ne è venuto fuori un clima quasi sacro, di resistenza attraverso l’arte. D’Ascola attraverso le proprie competenze di sociologo ha ricordato l’importanza della terra come ambiente identitario e delle parole, che devono riacquistare il proprio vero significato, nonostante le distorsioni operate dai sistemi criminali. Cordova ha invece richiamato il pubblico alla riflessione su temi quali l’accoglienza, il rispetto delle regole e l’indignazione verso le ingiustizie, invocando poi uno scatto di reni non solo da parte dei singoli, dall’intera comunità. Sorprendente, infine, la cultura musicale del procuratore Paci, che è riuscito a collegare storie e fatti apparentemente lontani fino a incastrarli perfettamente nel contesto calabrese e meridionale: da John Coltrane a Paolo Borsellino, passando per i campi di prigionia e realtà difficili come lo Zen di Palermo. Al termine del dialogo a tre voci, il Circolo Venezia ha continuato a essere stracolmo. E così, tra brindisi, sorrisi e abbracci, si è continuato a parlare di musica e di valori. “Radio Libertà” è stato un modo nuovo di affrontare tematiche ostiche e talvolta sgradevoli: facendolo attraverso la musica, non solo è possibile raggiungere un numero maggiore di gente, ma si riscopre il piacere di stare insieme. E così, tra un sorso di birra e un bicchiere di vino, è possibile chiudere gli occhi e immaginare una società diversa, maggiormente unita di fronte ai valori di giustizia e di bellezza.