Crotone, manifestazione commemorativa del Giorno della Memoria

1 (24)La Prefettura di Crotone e la locale Delegazione dell’Associazione “Giovanni Palatucci”, nel quadro delle celebrazioni legate al Giorno della Memoria, hanno tenuto, stamane, una toccante iniziativa in ricordo della Shoah.

L’evento si è svolto presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico “Filolao” del Capoluogo, alla presenza delle Autorità ecclesiastiche, dei vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, di rappresentanti delle componenti istituzionali e delle associazioni combattentistiche e d’arma del territorio nonché di una numerosa rappresentanza degli studenti del predetto istituto scolastico.

Nell’ambito della manifestazione commemorativa, il Prefetto di Crotone, dott. Vincenzo De Vivo, ha consegnato al sig. Leonardo Marzano, di Santa Severina, ex soldato ed internato nel lager di Meppen, la “Medaglia della Liberazione”, onorificenza che il Ministero della Difesa, in occasione del 70° Anniversario della lotta di Liberazione, ha concesso a coloro che hanno combattuto la Resistenza.

La consegna di questa onorificenza nella giornata in cui si ricorda l’abbattimento dei cancelli di Aushwitz – ha sottolineato il Prefetto nella sua prolusione alla manifestazione – consente di rivolgere un ringraziamento a quanti si sono battuti e sacrificati per affermare e difendere i valori di libertà e democrazia sui quali si fondano la Repubblica e la Costituzione e di non dimenticare tutte quelle centinaia di migliaia di persone che hanno vissuto l’esperienza dei campi di sterminio, luoghi di barbarie e atrocità perpetrate in nome di un’ideologia simbolo della negazione di questi stessi valori, legittimata dall’affermazione di una presunta supremazia di razza”.

Gli interventi dei relatori hanno concordato sull’importanza di conservare e tramandare la memoria di una pagina vergognosa della storia dell’umanità: trasmettere nelle nuove generazioni la conoscenza del nostro passato e il ricordo di questi eventi tragici consente ai giovani di vivere il presente cogliendone i segnali anche drammatici e di farsi garanti e difensori di principi universali quali l’uguaglianza e la tolleranza.