Calabria, Marcianò “facciamo sopravvivere il commercio, non facciamo morire le città”

ConfesercentiChiudono i negozi, le città si desertificano: cosa possono fare le Associazioni di Categoria? E’ il tema dell’ultimo decennio. Tra grande distribuzione, e-commerce la totale deregolamentazione delle aperture (tutte le domeniche aperto) , a cui va aggiunta la grande possibilità di mobilità dei consumatori , i negozi di vicinato hanno visto ridursi il loro mercato di circa il 6% negli ultimi 3 anni e di circa il 13% dal 2006. Tanto per capirci, alcune migliaia  commercianti hanno chiuso i battenti o stanno lavorando in perdita in attesa della pensione. Ed ecco allora la chiusura di negozi storici in tutta la provincia,  ma anche le difficoltà nei mercati o la crisi nei quartieri e nei comuni più piccoli. Troppo spesso abbiamo pensato che si possa rispondere alle nuove esigenze dei consumatori organizzando mega eventi, riempendo i centri storici di persone. Notti Bianche, Black Fridey ,o altre iniziative. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: pienone di gente ma affari nei negozi limitati. Questa non è la strada giusta. L’obiettivo non è rendere occasionalmente attrattivo il centro o il quartiere l’obiettivo deve essere quello di costruire e definire , all’interno delle aree urbane, un sistema commerciale, una rete di piccole attività che siano loro per prime attrattive.

Secondo Marcianò, presidente Confesercenti Reggio Calabria, “ la capacità attrattiva non è l’evento ma l’organizzazione dei negozi che devono saper costruire una offerta di prodotti e di servizi altamente competitiva, con attività di marketing, con capacita di accoglienza dei consumatori ecc.  Tutto questo però. non nasce da solo. Non può essere lasciato allo sviluppo spontaneo dei commercianti. Ci vuole un progetto ed un responsabile di progetto, creando dei distretti del commercio. Affidandosi a  quelle professionalità che seppur con mille difficoltà possono costruire questa capacità di attrazione commerciale che deve essere restituita, quale ruolo principale , nei centri storici , nelle aree urbane.” C’è una risposta quasi unica a questa situazione: bisogna gestire le attività economiche che operano nei centri urbani, nei quartieri , come si gestiscono delle grandi imprese. Questa è l’esperienza che Confesercenti  stà e vuole portare  avanti. Questa è a nostro avviso l’unica strada percorribile per salvaguardare la qualità della vita nelle nostre città”.