Calabria, Cuoco: “bollette del servizio idrico con criteri presuntivi: in aumento il fenomeno dell’evasione”

tasse“Come se non bastassero già le tasse ed i tributi pagati alla fine dell’anno appena trascorso che hanno polverizzato interamente le tredicesime e gli esigui risparmi delle famiglie reggine, che il benvenuto fiscale per il nuovo anno questa volta arriva dal Comune di Reggio Calabria con il deposito sotto l’albero di Natale degli avvisi di pagamento relativi al servizio idrico integrato, in molti casi sempre con i soliti criteri stimati e/o presuntivi e per di più riferiti a più anni, senza prevedere un’adeguata rateizzazione considerati gli importi richiesti”. E’ quanto sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori, il quale avvisa che “è in espansione il fenomeno dell’evasione fiscale, poiché  molti cittadini esasperati dalla continua e massiccia pressione fiscale, evadono il fisco per sopravvivere. Quello dell’evasione fiscale è un fenomeno in ascesa, sfiancare le famiglie reggine con l’invio a raffica degli avvisi di pagamento relativi ad anni pregressi 2013, 2014, 2015 e acconto 2016 recapitati e richiesti in così breve periodo temporale, ribadisce l’Avv. Saverio Cuoco, induce nei cittadini già sfiniti per l’enorme imposizione fiscale che ha raggiunto livelli insostenibili, il convincimento che evadere le tasse sia giustificabile per poter sopravvivere. Nel merito di tali avvisi di pagamento, lo abbiamo più volte ribadito in passato ed anche nelle aule dei Tribunali, il contratto di erogazione di acqua è un normale contratto di somministrazione, avente natura privatistica e pertanto soggetto alla disciplina del codice civile, con la conseguenza che la pretesa del Comune, basata su un consumo minimo presunto o a “forfait” è illegittima. E’ diritto del cittadino-consumatore conoscere senza farne richiesta i parametri economici su cui si basano gli avvisi di pagamento. Se la pretesa creditoria non è supportata da regolari e normali misurazioni del consumo effettivo di acqua come peraltro prevede il regolamento comunale e si basa unicamente su calcoli forfettari ed iniqui le richieste sono illegittime. L’ente comunale deve provvedere ad effettuare dei sopralluoghi o controlli, e se non si evince il consumo effettivo le bollette inviate con consumi presuntivi sono illegittime. Il consumo di acqua non può essere calcolato secondo criteri meramente presuntivi, ma solo in percentuale all’acqua effettivamente consumata, mentre si continua a giustificare il tutto sotto la voce acconti che sarebbe giustificabile solo per casi limite quando è impossibile conoscere i metri cubi consumati. Inoltre in caso di interruzioni del servizio il cittadino ha diritto a vedersi la restituzione o lo scorporo della quota proporzionale dei costi fissi pagati per quella giornata oltre il risarcimento dei danni tutti, tranne che dovuti a casi di emergenza o caso fortuito. Altro importante aspetto, più volte affrontato in passato, riguarda la qualità dell’acqua erogata, che costringe ancora molti cittadini a comprarla e che ha comportato, sulla scorta di varie sentenze emesse dai Giudici di Pace, il dimezzamento del canone idrico, per non parlare infine del mancato funzionamento dei depuratori che oltretutto inquinano l’ambiente circostante. Mi corre inoltre l’obbligo, prosegue l’Avv. Saverio Cuoco al fine di dare una corretta informazione ai cittadini-consumatori, puntualizzare alcuni aspetti evidenziati sugli articoli di stampa apparsi in questi giorni, che potrebbero dare origini a facili equivoci. Nei mesi scorsi attraverso delle riunioni con i responsabili istituzionali del Comune di Reggio Calabria era stata predisposta una bozza di protocollo d’intesa con le associazioni dei consumatori che doveva essere sottoscritta dai vari rappresentati legali, per cui inopinatamente l’annuncio dato attraverso la stampa della redazione di un protocollo con i consumatori giunge del tutto inaspettato. A tale proposito tale bozza di protocollo prevedeva tra l’altro: “……lo sviluppo di strumenti mirati all’attuazione del rispetto dei diritti fondamentali degli utenti, individuazione di strategie volte all’abbattimento della pressione fiscale, sebbene tenuto conto del piano di rientro che grava sulla città che non consente grandi margini di manovra. Pertanto chiedere una programmazione dell’attività impositiva dei tributi comunali ordinata, rateizzata adeguatamente e programmata annualmente, avrebbe rappresentato sicuramente una gestione efficiente ed oculata dell’Amministrazione Comunale ed avrebbe consentito senza alcun ulteriore impegno di spesa per lo stesso, alle famiglie reggine, di poter corrispondere adeguatamente quanto richiesto, rapportato all’effettivo consumo di acqua erogata. Inoltre contrariamente a quanto affermato in merito, alla mancata partecipazione alla conferenza per l’annuncio del masterplan sui tributi comunali, dei rappresentanti dei consumatori, nessuna comunicazione era stata diramata in tal senso e questo già la dice lunga sulle reali intenzioni di imbastire  progetti condivisi con soggetti  pubblici e /o privati, da attuarsi mediante una o più intese e caratterizzati da processi partecipativi a fini economici e sociali per i cittadini dei territori interessati dal progetto di programmazione territoriale. L’Unione Nazionale Consumatori Calabria chiede quindi al fine di evitare prevedibili contenziosi nei riguardi del Comune, di sospendere con decorrenza immediata la richiesta degli importi pretesi tramite gli avvisi di pagamento recapitati, in attesa di risolvere al più presto il problema legato all’effettivo consumo dell’acqua erogata e soprattutto condividendo con le associazioni dei consumatori, un serio piano di rateizzazione, nel solco di quel dialogo e di quella collaborazione finalizzata alla costruzione di una città fiscalmente più equa,  per come indicato nella bozza di protocollo d’intesa redatta a suo tempo dal Comune di Reggio Calabria”.