Bruciata viva a Messina, resta in carcere l’ex fidanzato: “potrebbe ripetere il reato”

Ragazza bruciata viva a Messina: resta in carcere l’ex fidanzato. Il Giudice per le Indagini Preliminari, pur non convalidando il fermo di P.G. per mancanza del pericolo di fuga, ha però ritenuto certa l’identificazione dell’indagato quale autore del reato

Tribunale di Messina“La studiata pervicacia criminale della quale l’indagato ha dato contezza”, unito all’aver “agito con premeditazione” e “con crudelta’”, e alle modalita’ della condotta che “palesano la volonta’ di infliggere alla vittima sofferenze aggiuntive”, non lasciano altra scelta che disporre “la misura della custodia in carcere”. Lo scrive il Gip di Messina, Eugenio Fiorentino, nell’ordinanza emessa nei confronti di Alessio Mantineo, sottolineando che la sua “natura violenta e il concreto timore che possa reiterare la condotta” rendono “inidonei gli arresti domiciliari. Particolarmente significativa, rileva il Gip, appare “la brutalita’ dell’azione commessa, che si presenta – scrive nell’ordinanza – come un’aggressione qualificata da un’inusitata carica di violenza, spia dell’allarmante personalita’ dell’indagato e sintomatica di un effettivo contegno persecutorio”, che, ritiene il Giudice per le indagini preliminari, “rende elevato il rischio di reiterazione criminosa, essendosi rilevato il prevenuto del tutto incapace di porre un freno ai propri istinti criminali”. Il Gip non si addentra in quello che definisce “il goffo tentativo di scagionare il proprio (ex) fidanzato” fatto dalla vittima. Potrebbe essere stato, scrive il giudice, “in ragione di un forte legame sentimentale” o per “il timore in lei suscitato” dall’indagato, o, anche, “per un substrato culturale che induce a ritenere privo di adeguata considerazione colui che denuncia”. In questo senso potrebbe essere letta la frase che la vittima rivolge alla vicina di casa che, riferendo all’operatore del 118 che lei aveva accusato il fidanzato dell’aggressione, la apostrofa con la frase “io non sono una sbirra”.