Arresto pm Aosta, gli investigatori: “Cuomo è un massone”

Controlli Carabinieri foto repertorio ”Abbiamo anche motivo di ritenere che Cuomo fosse massone, come da lui stesso dichiarato in una telefonata intercettata”. Lo ha messo a verbale il tenente colonnello Samuele Sighinolfi sentito lo scorso 10 ottobre dal pm di Milano Roberto Pellicano, titolare dell’indagine, insieme all’aggiunto Giulia Perrotti, che ieri ha portato ai domiciliari Gerardo Cuomo, titolare del Caseificio Valdostano, e il procuratore della Repubblica facente funzione di Aosta Pasquale Longarini. Il militare, come riporta il provvedimento del gip Giusy Barbara, ha spiegato che nel corso dell’indagine su esponenti del clan della ‘ndrangheta Nirta in Val d’Aosta e dalla quale e’ scaturito il procedimento che ieri ha portato agli arresti del magistrato e dell’imprenditore, sono state intercettate alcune conversazioni di Cuomo. Inoltre ha raccontato degli incontri tra Giuseppe Nirta, appartenente a una famiglia calabrese “che annovera numerosi soggetti dediti al traffico internazionale”, e l’imprenditore campano proprietario di un grosso caseificio nella citta’ ai piedi delle Alpi. “Gli incontri tra Nirta e Cuomo – ha precisato ai pm milanesi Sighinolfi – avevano cadenze regolari, ma piu’ o meno, posso dire, carattere mensile o bimestrale. Si tenevano sempre presso il caseificio valdostano di Cuomo ad Aosta” Il carabiniere ha anche riferito che i suoi sottoposti durante i servizi di appostamento hanno potuto constatare la presenza di Longarini con altre persone al caseificio e che una volta il pm avrebbe “caricato in macchina della merce che abbiamo ritenuto essere probabilmente formaggio o mozzarelle”.