Aeroporto dello Stretto, Ripepi: “Falcomatà alla ricerca di una nuova verginità politica e le mille facce di Dorina Bianchi”

ripepi“La manifestazione pro- aeroporto di questo sabato ha messo in luce, in tutta la sua drammaticità, speculazioni e teatrini di questa terra per l’ennesima volta bistrattata e stuprata da rappresentanti politici che hanno anteposto al benessere comune la spasmodica ricerca di un ruolo da prima donna. Reggio si è svegliata credendo di partecipare ad un sit-in che sarebbe dovuto essere cassa di risonanza delle istanze di tutti e che invece, da manifestazione pubblica di larga partecipazione popolare su iniziativa lodevole di un comitato alle origini spontaneo, ha fornito una nuova passerella a presunti salvatori della patria. Uno spettacolo imbarazzante che ha sancito definitivamente non solo la fine del nostro scalo, ma anche la morte della politica reggina e calabrese di qualunque casacca, dimostratasi inetta e incapace di fronte ad un governo tutt’altro che “amico” . Che lo scenario propostoci fosse opera di autentici commedianti ce l’ha senz’altro confermato la presenza del sottosegretario Dorina Bianchi, crotonese, la quale, ricordo a chi avesse la memoria corta, è stata piena sostenitrice del bando unico per l’affidamento della gestione degli aeroporti di Reggio e Crotone, insieme agli allegri compari del PD, che inevitabilmente porrà la Sacal dello scalo lametino in posizione di netta supremazia. Che l’On.le Bianchi fosse di umore ballerino lo si può evincere scorrendo il suo excursus politico, a riprova di una assenza di dignità che ha visto i nostri parlamentari totalmente asserviti al governo centrale e i rappresentanti locali indifferenti fino a pochi giorni addietro quando ormai la questione sempre sottaciuta si è ripresentata in tutta la sua gravità”, è quanto scrive in una nota il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Massimo Ripepi. “Occasione ghiotta per chi -prosegue- in un momento di sfiducia da parte dell’elettorato, ha cavalcato la crisi aeroportuale per uscirne rigenerato e assumendone un ruolo salvifico. Mi riferisco in particolare al Sindaco Metropolitano Falcomatà che , anche dopo la legnata referendaria, continua imperituro a non dare risposte concrete ai reggini e questo ci è stato confermato dalla sua fugace apparizione salva-faccia di sabato a Piazza Italia, nonché dal totale disinteresse avuto nei confronti del “Tito Minniti” in questi due anni da primo cittadino. Il Comitato pro-aeroporto aveva tutte le carte in regola e la forza necessaria per presentarsi all’incontro con il Prefetto Di Bari quale influente espressione della cittadinanza e dell’utenza dello Stretto per chiedere un tavolo interistituzionale che, si badi bene, sarebbe stato concesso in ogni caso; nessuno però si sarebbe aspettato potesse funzionare da impianto per il riciclo di soggetti politici che, immobili fino ad oggi, hanno atteso pazienti il momento propizio per salire sul carro dei vincitori issando la bandiera dei codardi. Cosa ci attende dunque nei prossimi giorni? Semplice: una nuova e illusoria “vittoria di Pirro” utile a dare una lucidata ad una classe politica opaca, con personalità sempre più torbide, rivelatesi inadatte al ruolo ricoperto. Sicuramente a Reggio si continuerà a volare, in una situazione di totale precarietà, anche se verrà garantita la continuità territoriale (ricordiamo essere una soluzione a termine e provvisoria). Mentre la soluzione che risolverebbe il problema in maniera definitiva è la classificazione del “Minniti” quale aeroporto strategico (Il Piano Nazionale Aeroporti del 2012 addirittura non menziona lo scalo dello Stretto). Servirebbe una società di gestione privata che coinvolga imprenditori reggini e messinesi insieme a MCT, Caronte, FS per rilanciare concretamente e veramente lo scalo reggino. Istanze portate avanti sin dal mio ingresso in Consiglio comunale e rimaste ad oggi grida nel deserto”, conclude.