A Reggio Calabria l’incontro dal titolo “Approccio danese ed italiano alla soluzione nazista della questione ebraica”

giorno_della_memoriaIl Partito Repubblicano Italiano di Reggio Calabria ha ospitato l’incontro “Approccio danese ed italiano alla soluzione nazista della questione ebraica” presso la sua sede in occasione della Giornata della Memoria. «La Danimarca fu uno di quei piccoli stati sovrani che venne occupato dall’avanzata nazista – spiega il relatore Francesco Ventura – Seppur trasformata in protettorato del Terzo Reich, riuscì a mantenere un’autonomia sia politica che morale. Quando l’apparato nazista tentò di introdurre il distintivo giallo, primo rudimento di legge antiebraica, sia il popolo danese che il governo presieduto da re Cristiano X iniziarono una sorprendente resistenza non violenta alle pressioni della soverchiante potenza dell’Asse, il sovrano fu addirittura il primo ad indossare la stella di David come simbolo di solidarietà agli ebrei danesi. Questo gesto consentì al governo di mettere in salvo la quasi totalità della propria comunità semita, il cui esodo in Svezia fu sostenuto dalla popolazione con azioni che oggi definiremmo di crowdfunding». Fulcro della documentazione esposta nel dibattito sono le argomentazioni della filosofa Hannah Arendt, riportate nel suo “La banalità del male”, saggio descrivente gli atti del processo ad Otto Adlof Eichmann. «Il campo di concentramento italiano più grande in termini numerici era quello di Ferramonti in Calabria – spiega il moderatore Demetrio Giordano, della Federazione Metropolitana PRI – Sebbene l’Italia non si sia macchiata dell’infamia di campi di sterminio, ciò non toglie che il fascismo ebbe la colpa di aver collaborato all’assassinio di quasi ottomila ebrei nostri connazionali. Ricordare questi avvenimenti in maniera critica è fondamentale per riconfermare la superiorità morale oltre che civile dei valori democratici repubblicani».