A Messina sarà celebrata la 103° Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato

A Messina sarà celebrata la 103ª Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”

LaPresse/Guglielmo Mangiapane

LaPresse/Guglielmo Mangiapane

Venerdì 20 gennaio, alle ore 19.00, nella chiesa “S. Maria di Portosalvo” (viale della Libertà, fronte Fiera di Messina), si svolgerà l’ultimo dei 3 eventi programmati dall’Ufficio diocesano Migrantes in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017. Verrà proposto un momento di riflessione sulle migrazioni forzate e sul dramma dei minori stranieri non accompagnati, attraverso la lettura di alcuni passi del libro “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Fabio GEDA, con il commento musicale del Gruppo “AGAPE”. Il libro racconta la storia vera di Enaiat, un bambino afghano costretto dalla guerra a fuggire dalla sua casa e dal suo paese e ad affrontare, da solo, le incognite di un viaggio pieno di difficoltà. I “coccodrilli” del titolo sono il nome che Enaiat ed altri suoi coetanei in fuga danno proprio a queste difficoltà, di cui il mare nero che attraversano è minacciosamente pieno. Tanti i confini oltrepassati e tante le disavventure del bambino prima di arrivare in Italia, dove finalmente trova una casa ed una famiglia che lo accoglie e che lo aiuta a riprendere i contatti con la famiglia di origine. I passi del libro con le tappe fondamentali della storia e la proiezione di video ed immagini verranno accompagnati dai brani musicali proposti dal Gruppo “Agape” che sono ripresi dal repertorio del “Gen Rosso” e di artisti famosi (Fiorella Mannoia, Fabrizio De Andrè, Pink Floyd e John Lennon). Sul dramma dei ragazzi come Enaiat, minori stranieri non accompagnati, papa Francesco ha voluto dedicare la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, sollecitando a prendersi cura di loro perché «tre volte indifesi»: in quanto minori, stranieri, inermi, quando «sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari».