Triolo: “via mafie e lobby dalle imprese funebri”

1_pedranzini_onoranze“Da più parti d’Italia oggi si urlano criticità nel settore delle onoranze, tanto è vero che diverse Regioni si sono dotate di Polizia Mortuaria in quel prezioso D.P.R. 285/90! ​Infatti in quelle Regioni che si sono dotate di un nuovo regolamento del settore funerario non si è, di fatto, modificato lo status dei Cimiteri innovando o delle ASP che ruotano attorno al settore funebre o agevolato i cittadini sotto il profilo economico e addirittura nemmeno si è stretta la vite intorno alle mafie e al malaffare che gira intorno al settore funebre ma si è sempre, invece, pensato a favorire le grandi imprese con grossissimi giri di denaro, dimenticando che le mafie divenute, infiltrandosi, anche impresa non hanno problemi economici e quindi di liquidità, inserendo dentro i nuovi regolamenti una miriade abnorme di requisiti che di fatto insabbiano le piccole ed oneste imprese e rendono difficile l’espletamento stesso di un semplice trasporto funebre rendendolo economicamente più caro e molto oneroso anche sotto il profilo burocratico asfissiando di norme abnormi e subdole le imprese e così facendo si fa morire la piccola impresa ma, attenzione, con un contratto, viste le difficoltà immesse nelle leggi e quindi quasi reso obbligatorio dai loro regolamenti regionali, con la “grossa ditta funebre o centro servizi” per proprietà transitoria dello stesso fa si che si che le piccole imprese disseminate sul territorio ottengano quei requisiti che stando da sole al mondo non avrebbero mai potuto ottenere e così il gioco del più forte è fatto … e i piccoli dovranno bussare alla porta dei grandi e pagare per continuare a vivere”, è quanto scrive in una nota Giuseppe Triolo, portavoce del comitato spontaneo iprese funebri italiane. “Da tutto questo schifo – prosegue- ancora la Calabria è indenne ma fino ad un certo punto perchè di fatto anche se in apparenza sembra che ci sia libertà di impresa di fatto la ndrangheta e il malaffare ancora la fa da padrona! Tali e indecenti proposte avanzate, come sopra descritto, in altre Regioni Italiane, sono state avanzate in Calabria 3 anni fa e da noi anche all’epoca fortemente contestate, infatti la proposta la 406/09 in materia funeraria fu presentata nella scorsa legislatura dai Consiglieri Regionali D. Tallarico e G. Nucera successivamente decaduti in seguito a loro vicende giudiziarie personali, ma, il 5 Ottobre u.s., è stata nuovamente messa in campo e affidata al Consiglio Regionale della Calabria da un’associazione di categoria denominata FEDERCOFIT, la stessa che si affidò a Nucera e Tallarico 3 anni fa, associazione che però di fatto non rappresenta il comparto funerario Calabrese e che il 5 Ott. scorso a ripresentato la stessa fotocopia 406/09 di proposta di legge che 3 anni fa trovò accese polemiche nel settore e nella politica stessa! A questo proposito, quindi, è rinato il Comitato Spontaneo Onoranze Funebri Calabresi (CO.S.F.IT.), comitato che peraltro ha anche interloquito con il Senatore Stefano Vaccari proponente di un DDL in materia funeraria al Senato, il quale nonostante gli accesi contrasti con gran parte della categoria su quanto da lui redatto si è dimostrato comunque disponibile ad ascoltare le problematiche da noi sollevate su quel testo molto discutibile da lui presentato. Ma tornando alla Regione Calabria-aggiunge- un plauso va anche all’Avv. Giuseppe Giudiceandrea, Consigliere Regionale, il quale avendo presentato il disegno di legge Regionale, peraltro suggeritogli da quella FEDERCOFIT che comunque non ha la rappresentanza degli impresari funebri Calabresi, ha comunque ascoltato anche le nostre ragioni, ma ancora non abbiamo avuto un incontro ufficiale con tutti gli esponenti della parte imprenditoriale del settore funebre e, quindi, del comparto Calabrese tutto. Di fatto quindi anche l’on. Giudiceandrea ha ascoltato a grandi linee le nostre problematiche dando ampio spazio e respiro a tutto ciò che abbiamo detto e che successivamente anche scriveremo. Il punto cardine che per noi è indispensabile e che la Politica Calabrese ha sposato in pieno è quello di debellare la ndrangheta eventualmente presente nel settore attraverso una seria stretta di vite sui controlli antimafia e non solo, chiediamo inoltre l’ inserimento di semplici requisiti ma fondamentali ed efficaci che non facciano asfissiare le imprese rendendole immobili all’interno di una burocrazia infernale, ma cerchiamo la semplificazione che è la migliore azione per innovarci ed essere al passo con i tempi a giusti costi! Concludiamo quindi con l’augurio che presto la Regione Calabria possa incontrare la nostra categoria peraltro da noi rappresentata al fine di trovare un comune punto d’incontro per mettere ordine e regole semplici ma efficaci che lascino fuori la porta mafie e furbetti“, conclude.