Reggio Calabria si mobilita contro lo spostamento al porto dei TIR per la Sicilia: “sarebbe una catastrofe, il Comune cosa fa?”

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Tir da Villa S.G. a Reggio Calabria, le associazioni: “l’Amministrazione Comunale che, aldilà di qualche sporadico comunicato lanciato sulla stampa, non ha inteso opporsi con forza a tale progetto catastrofico per la città”

an-1Raddoppio dei morti a causa di tumori, livelli eccezionalmente alti di benzene e altri idro- carburi cancerogeni, una terra paralizzata dal traffico e dallo smog, questo è il ritratto di Villa San Giovanni, città di circa 14.000 abitanti, in piena emergenza ambientale e sanitaria., I rilevamenti effettuati negli anni, certificati da approfondimenti epidemiologici e studi condotti dagli uffici  comunali con l’ausilio dell’Università, hanno registrato percentuali di sostanze inquinanti di gran lunga superiori a quelle stabilite della legge. In tale scenario, a dir poco sconcertante, la soluzione non Istituzionale è stata proposta dalle società Caronte & Tourist S.p.A. – Diano S.p.A. che, mosse da una loro legittima strategia aziendale, finalizzata al contenimento dei costi ed allo sviluppo della propria attività d’impresa, sostenuta da lobby e poteri forti, intendono realizzare un nuovo molo, trasferendo i flussi di traffico di camion, tir ed autoarticolati dall’approdo attuale nel Comune di Villa San Giovanni all’approdo nel Porto di Reggio Calabria Pentimele. Oggi, si è giunti alle battute finali della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), prevista dalla normativa di riferimento e sembra che l’esito, con buona pace di tutti, sarà positivo. In particolare, si segnala l’Amministrazione Comunale che, aldilà di qualche sporadico comunicato lanciato sulla stampa e delle relazioni negative espresse dai tecnici comunali in occasione proprio delle osservazioni da porre in relazione alla suddetta procedura, non ha inteso opporsi con forza a tale progetto catastrofico per la città. A questo punto, lo sdegno dei cittadini, reali portatori di interessi, induce ad una adeguata  reazione dal basso. Preoccupati per l’assenza di azioni atte a prevenire i danni prima ancora che si verifichino, nell’ottica della tutela del diritto alla salute e al benessere della collettività,  gruppi di cittadini sempre più numerosi, dicono NO.

L’ACCADEMIA KRONOS rappresentata da Alessandra Gioffrè d’Ambra, AZIONE NAZIONALE rappresentata da Alessandra Bordini, CIRCOLO VELICO con Carlo Colella, CKC CANOA KAYAK CLUB RC, CONFCOMMERCIO REGGIO CALABRIA CITTA’ METROPOLITANA,  FEDERAZIONE DEI VERDI REGGIO CALABRIA, FEDERAZIONE ITALIANA VELA CALABRIA E BASILICATA, FONDAZIONE MEDITERRANEA rappresentata da Vincenzo Vitale, LA LEGA NAVALE ITALIANA SEZ. DI REGGIO CALABRIA con Sandro Dattilo,  LIDO STELLA MARINA con Pietro Caponera- affremano- “siamo assolutamente contrari a qualsiasi scenario che ipotizzi lo spostamento del traffico di tir sul Porto di Reggio Calabria, per le evidenti criticità che si creerebbero sulla rete dei trasporti, per l’assorbimento dei flussi di traffico in un’area densamente abitata e a ridosso del centro storico urbano, come la storia di Villa insegna. E’ evidente che il trasferimento dell’attraversamento da Villa San Giovanni a Reggio, comporterebbe un incremento giornaliero dei volumi di traffico di migliaia di veicoli sul tratto Campo Calabro – Reggio Porto/Pentimele e siamo certi che l’ulteriore carico potrebbe comportare la saturazione ed il collasso del deflusso sull’arteria. Impattare sul traffico dell’arteria autostradale e sul tratto di collegamento alla SS 106 in attraversamento da e per la superstrada jonica, comporterebbe un riversamento sulla viabilità locale, e quindi sul traffico locale e di quartiere.

Riteniamo che un significativo impatto negativo interesserebbe poi gli edifici ricadenti nei quartieri Santa Caterina, e Pentimele. Ciò determinerebbe un esponenziale incremento dell’inquinamento acustico, considerato che allo stato attuale del traffico, l’arteria di collegamento dello svincolo “Porto” fino al lungomare di Reggio Calabria è stata già interessata da interventi di mitigazione con la realizzazione di barriere fonoassorbenti, con raccomandazioni alla limitazione del traffico veicolare pesante.

Andando oltre, anche la prossimità dello scalo alla rampa autostradale è indubbio che comporterebbe un rigurgito di code di veicoli sulle arterie stradali, non essendo le stesse adeguate a ricevere e smaltire l’ulteriore pesante carico di veicoli. L’interferenza tra la viabilità di quartiere e il deflusso per l’accesso alla rampa autostradale sarebbe più che scontata, comportando accumuli di code sulla viabilità che si riverbererebbero su tutta la viabilità cittadina .

Si intende rimarcare la necessità di individuare soluzioni alternative che, per comodità,  sono state scartate dalle società di navigazione. Nel territorio in esame l’alternativa è realizzare un approdo in località Bolano, a nord di Catona. Quel sito ha le caratteristiche ideali per divenire approdo per i traghetti di collegamento con la Sicilia. Esso infatti è lontano da centri abitati, pianeggiante, consente di ridurre nella stessa identica quantità il percorso delle navi con Tremestieri (240 metri in più rispetto Reggio), fa risparmiare tempo e strada ai TIR che possono immettersi in una strada a loro dedicata dallo svincolo a raso di Campo Calabro. Tale scelta consentirebbe di eliminare le pressioni ambientali di cui è stata vittima Villa S.G. , senza trasferirle ad altri centri densamente abitati (Catona non sarebbe interessata), accorciare nella stessa misura le rotte dei traghetti, non nuocerebbe allo sviluppo turistico del porto di Reggio ed eliminerebbe le lunghe file autostradali in caso di mancato funzionamento delle navi.

Qualcuno si chiederà se è sostenibile economicamente la scelta dell’approdo a Bolano e la risposta è, senza ombra di dubbio, positiva. È positiva perché non mieterà più vittime a causa dell’inquinamento generato dal traffico dei TIR ed è positiva perché il costo dell’intervento si stima essere circa un quarto di quello sostenuto per Tremestieri. Quindi, se la Regione Sicilia ha potuto sostenere una spesa di circa 60 milioni di euro, certamente il Governo Nazionale potrà spenderne i 15 necessari per questa soluzione.  La popolazione non potrà certo accettare scorciatoie che favorirebbero solo ed esclusivamente il privato a spese del pubblico. La naturale vocazione del porto di Reggio e quella dell’intero litorale cittadino è certamente turistica! La visione di una città e del suo comprensorio in grado di attrarre flussi in un progetto di incremento turistico non più rimandabile, non può non fare i conti con le infrastrutture ed in particolare con un porto che deve venire inquadrato in un’ottica decisamente diversa da quella che si sta prospettando. Solo una seria programmazione della Città Metropolitana, che tenga conto delle potenzialità derivanti dalle ricadute dell’attività diportistica, potrà consentire di assegnare alla nostra Reggio il ruolo – che si merita e le spetta – di centro turistico, marittimo e culturale, baricentrico nel mediterraneo.