Reggio Calabria, Nucara: “diritto al rimborso in tema di utenze idriche comunali. Illegittima la delibera che aveva disposto l’incremento del 120%”

acqua“L’ANCADIC a conclusione del suo percorso annuale a difesa dei cittadini ed in particolare di quelli discriminati ha tenuto una conferenza stampa presso la sala Giunta Levato del Consiglio Regionale il 20/12/2016. In tale occasione sono stati resi noti i contenuti della importante sentenza del Giudice di Pace di Reggio Calabria con la quale è stato sanzionata l’illegittimità della delibera approvata dalla Commissione straordinaria n° 19/2012 che aveva stabilito un aumento del 120%, rispetto l’anno precedente, dei profili tariffari in bolletta. Ciò in quanto in violazione dei principi di trasparenza ed informazione dell’utente. “La stessa delibera 2012 non reca alcuna delle specifiche indicazioni richieste dalla legge, riferendosi in maniera del tutto astratta ad un calcolo pari all’89% del costo del servizio per come determinato in via ipotetica dalla Reges. Infatti, non allega alcun documento in cui vengono indicati gli investimenti realizzati e programmati cui va fatto necessario riferimento per l’applicazione degli incrementi tariffari previsti secondo la delibera alla quale ha ritenuto di essersi conformato. Vi è di più. La menzionata elaborazione risulta allegata nella delibera citata con la sola espressione delle cifre risultanti in forma assolutamente sintetica e non analitica, senza che l’utente possa assumere alcuna contezza circa le voci di spesa da sostenersi. Ciò in particolare si esprime con riferimento alla voce “spese gestione” che rappresenta l’importo più rilevante e pari ad € 12.229,879. Detta voce (la principale) appare assolutamente generica e non individua analiticamente gli ipotetici costi di funzionamento del servizio che rimangono totalmente oscuri”. Per altro analoga censura era stata già rilevata dall’Autorità della Energia elettrica e del Gas con deliberazione n° 390 del 14 Luglio 2016. Il Giudice ha quindi disposto il diritto al rimborso degli utenti che in tutti in questi anni hanno pagato il suddetto incremento tariffario. Dolenti note sono giunte invece in tema di gestione dell’edilizia popolare pubblica ed in particolare in ordine alle richieste di assegnazione in via di urgenza. Infatti, già da alcuni anni se si richiede un alloggio per una famiglia di sfrattati che pur ne avrebbe diritto in astratto, la risposta è sempre di indisponibilità. Il Comune specifica di aver superato la soglia degli alloggi destinati in via di emergenza per aver effettuato 770 (settecentosettanta) decreti di assegnazione. In verità questi decreti hanno durata biennale ed a seguito di una verifica compita da una Consulente del TAR di Reggio Calabria si è scoperto che i decreti sono tutti scaduti perché avevano durata biennale e sono stati effettuati dal 2002 al 2012. Vi è di più. Vi sono casi di persone fisiche destinatarie fino a 5 decreti di assegnazione a distanza di un mese. Ciò nonostante il TAR di Reggio Calabria ha comunque rigettato il ricorso. L’appello al Consiglio di Stato ha sortito un’altra sentenza di rigetto con una motivazione clamorosa.

La suprema Autorità Giudiziaria pur rilevando “comportamenti omissivi e/o illeciti nella concreta gestione del patrimonio immobiliare pubblico da parte dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria, anche con riferimento allo sgombero degli alloggi abusivamente occupati ovvero all’accertamento delle situazioni da regolarizzare” ha ritenuto di non poterlo sanzionare. Si tratta di un monito non del tutto condivisibile, in particolare se si pone mente ad una precedente sentenza del TAR di Reggio Calabria (n. 89/2014) che aveva, invece, statuito il diritto del cittadino in condizioni di disagio abitativo ad una riposta positiva. “Non potendo essere pregiudicato dall’asserita carenza di alloggi a ciò destinati dal Comune. A prescindere dalla circostanza che l’Amministrazione intimata non ha fornito alcuna idonea dimostrazione dell’affermazione contenuta nella nota impugnata in ordine all’attuale non disponibilità di alloggi per emergenze abitative (ovvero di aver compiuto una seria e documentata ricognizione del proprio patrimonio pubblico destinato alle situazioni di emergenza)”. Sul punto l’Associazione promette ancora battaglia per garantire il diritto all’inclusione. All’incontro ha relazionato il presidente dell’Associazione Avv. Francesco Nucara. Ha partecipato l’on.le Giovanni Nucera consigliere regionale, che ha promesso un intervento di mediazione con l’Amministrazione comunale su tutti i temi proposti”. E’ quanto scrive in una nota il Presidente dell’Ancadic, Avv. Francesco Nucara.