Reggio Calabria, blocco ricoveri nelle strutture psichiatriche: il Dsm non garantisce i servizi

Bloccati i ricoveri nelle strutture psichiatriche a Reggio Calabria: il Dsm non garantisce i servizi

 struttura-psichiatricaPresente il sub commissario dell’ASP 5 Iracà,  le associazioni  di familiari dei pazienti  “Insieme per la Disabilità” e “Pandora” hanno rappresentato le gravo criticità esistenti nel settore della psichiatria. La presa in atto della necessità,  in attesa dell’entrata a regime dei cambiamenti organizzativi imposti della Legge 23/2015, di garantire la continuità nella gestione dei servizi e nell’offerta di prestazioni alle persone con condizione di sofferenza mentale come in questi giorni pubblicato in varie occasioni; rimandano ad azioni e interventi migliorativi che rimangono però piuttosto generiche e ascrivibili più alla buone intenzioni che a un quadro non diciamo certo, ma quanto meno chiaro. Ci riferiamo, ad esempio all’indicazione di rendere sempre più appropriati, efficienti e sostenibili gli interventi rivolti alle persone con condizione di sofferenza mentale anche attraverso il ricorso a soluzioni alternative all’inserimento in strutture residenziali. Indicazione che rimangono un auspicio, dal momento che non sono identificate ad esempio le tipologie di soluzioni alternative, né i processi e percorsi necessari a realizzare questi passaggi. L’incontro con il rappresentante amministrativo dell’ASP5 al riferimento come Ass.ne di familiari psichiatrici  ci ha portati a sottolineare un modello da perseguire nello sviluppo di interventi dell’assetto organizzativo dei servizi legati alla domanda e alla cura, all’assistenza e alla tutela della salute mentale nell’ambito del territorio  definito dall’ Azienda Sanitaria Provinciale. Lamentandoci, inoltre, di un Dipartimento della Salute Mentale che non garantisce la continuità della presa in carico della persona con condizione salute mentale lasciando nello stigma rapporti e opportunità emancipative all’interno di strutture riabilitative psichiatriche, causando inoltre in noi perplessità sulle attività diagnostiche nell’ottica del rapporto integrato nella strategia della continuità terapeutica. I dati conoscitivi disponibili da entrambi organi Ass.ne e ASP5 hanno consentito se pur con differenti gradi di realizzazione di avviare una vivace collaborazione che costituisce un fattore indubbioso sviluppo rispetto al passato. A fronte di tali positivi cambiamenti si è preso l’impegno di sviluppare strategie mirate a contrastare ogni forma di nuova istituzionalizzazione all’interno delle strutture residenziali con la necessità di riconoscere un ruolo attivo all’Ass.ne come fondamentale risorsa.