Operazione “Totem”: la Procura di Messina rinvia a giudizio 24 persone, nel business anche scommesse online illegali [NOMI e DETTAGLI]

Messina, chiuse le indagini sul clan “Giostra”: ventiquattro gli indagati, alcuni dei quali per associazione a delinquere di stampo mafioso, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Totem” condotta dalla Procura nel giugno scorso

Procura di MessinaLa Procura di Messina ha chiuso le indagini sul clan “Giostra”: ventiquattro gli indagati – secondo quanto è indicato nell’avviso di conclusione firmato dai Pm messinesi Pellegrino, Todaro e Monaco – alcuni dei quali per associazione a delinquere di stampo mafioso, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Totem” condotta dalla Procura nel giugno scorso. Al centro di tutto, spiega Agipronews, la figura di Luigi Tibia, 42enne messinese pluripregiudicato, ma nei guai era finito anche Pietro Gugliotta, ex vice presidente del Messina calcio, ancora agli arresti domiciliari. L’organizzazione gestiva lidi, rosticcerie, campi di calcetto, corse clandestine, videopoker e slot machine dislocate in diversi bar della città. Le indagini hanno fatto emergere lo strettissimo legame esistente tra il clan di Tibia, le corse di cavalli nella zona di Giostra e la raccolta di  scommesse. Secondo quanto accertato, la “famiglia” organizzava le diverse corse clandestine, lungo il vialone di Giostra, sottoponendo gli animali a fatiche immani, gestendone poi soldi e proventi. Fari puntati anche nel settore del gioco illegale, dove il Clan controllava ogni minimo dettaglio attraverso l’istallazione di varie apparecchiature nelle sale della città. Per quanto riguarda le scommesse online, i siti utilizzati dall’organizzazione, è scritto nell’avviso inviato dalla Procura, erano betlive5000.com – di proprietà della maltese Web Gaming Corporation Ltd – e betXgames della società Rgs Ltd, privi delle necessarie autorizzazioni delle autorità italiane.