La denuncia del Sappe: “poliziotti minacciati e aggrediti in carcere in Sicilia”

41 bis o carcere duroSanto Stefano di violenza nel carcere di Augusta, dove un detenuto straniero ha aggredito gli Agenti di Polizia Penitenziaria. La notizia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, per voce del vice segretario provinciale Salvatore Gagliano. “Un detenuto extracomunitario, in osservazione psichiatrica – riferisce – si è barricato nella propria cella intorno alle ore 8,00 ed ha aggredito con un pugno il poliziotto che tentava di togliere la barricata. L’agente è stato poi trasportato al Pronto Soccorso di Augusta con prognosi di otto giorni per trauma distorsivo cervicale”. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, torna a sottolineare le criticità delle carceri italiane: “Nei 200 penitenziari del Paese l’affollamento nelle celle resta significativamente alto rispetto ai posti letto reali, quelli davvero disponibili, non quelli che teoricamente si potrebbero rendere disponibili. Un problema è la mancanza di lavoro, che fa stare nell’apatia i detenuti. Ma va evidenziato anche che l’organico di Polizia Penitenziaria è sotto di 7mila unità e che il carcere non può continuare con l’esclusiva concezione custodiale che lo ha caratterizzato fino ad oggi. E fatelo dire a noi che stiamo tra i detenuti, in prima linea, 24 ore al giorno”. “Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando deve avvicendare dalla guida dell’Amministrazione Penitenziaria l’attuale Capo, il siciliano Santi Consolo. Da quando c’è lui, le aggressioni a poliziotti penitenziari nelle carceri hanno una cadenza quasi quotidiana, anche per l’assenza di adeguati provvedimenti. L’Amministrazione penitenziaria si preoccupa di garantire l’uso della sigaretta elettronica ai detenuti o, come quest’estate, delle docce nei cortili dell’ora d’aria, sempre per i ristretti. Non pensano certo agli Agenti di Polizia Penitenziaria, alle loro pessime e precarie condizioni operative, al fatto che siamo sotto organico di più di 7mila unità, e che dobbiamo anche pagarci la stanza se dormiamo in Caserma mentre nessun detenuto paga allo Stato alcunchè per il ‘soggiorno’ nelle carceri italiane”, conclude Capece.