Reggio Calabria, una lettrice a StrettoWeb: “l’azione amministrativa del comune è deficitaria”

palazzo san giorgio (2)Di seguito la lettera di una lettrice di StrettoWeb, FrancescaRipepi, sull’amministrazione comunale: “se facciamo una disamina dei due anni di gestione Falcomatà e Company appare chiaro che nulla si è fatto perché nessuna idea, nessun progetto è stato mai veramente chiaro”

“La notizia dell’azzeramento della giunta municipale è un ridondante ritornello che da tempo ascoltavamo. Una scelta che dimostra l’incapacità di una gestione politica accanto alla disarmante gestione della parte amministrativa. Appare chiaro a tutti che improvvisarsi politici è stata l’arma letale per radere al suolo la città. Stavolta nessuno ha osato tirare in ballo il passato perché due anni di malgoverno sono già passato. Se facciamo una disamina dei due anni di gestione Falcomatà e Company appare chiaro che nulla si è fatto perché nessuna idea, nessun progetto è stato mai veramente chiaro a chi è diventato sindaco solo perché in possesso di un cognome. Un cognome non fa sindaco. Le scelte scellerate dettate da quella mancanza di idea per la città oggi stanno mettendo in ginocchio la nostra economia delineando ancor di più un legame con quella politica del governo centrale fatto di slogan e fregature. L’azione amministrativa del comune è deficitaria allor quando i settori compiono atti che denotano assenza di indirizzo politico e di chiarezza amministrativa. Di oggi la notizia veramente scandalosa dell’ennesima proposta di Alte Professionalità, per l’esattezza 9, che andranno a creare ulteriori malumori tra i dipendenti comunali premiando i soliti raccomandati, sottraendo risorse che potrebbero essere spalmate su  tutti i pochi dipendenti che a fatica mandano ancora avanti l’ente e che si vedono discriminati rispetto ai palazzinari di Piazza Italia la cui assegnazione delle risorse per attività straordinarie è ad oggi un mistero. Una chicca veramente da guinnes dei primati quella relativa all’ assegnazione di palestre per le quali è stato richiesto il pagamento immediato della polizza fideussoria salvo poi ritrovarsi senza nulla in mano dopo aver ricevuto una chiamata con la quale veniva comunicato che la palestra non poteva essere concessa per mancanza di agibilità. Barzellette? Scherzi a parte? No questa è storia amministrativa. Beffa e danno all’immagine di professionisti che quotidianamente elemosinano centri dove far crescere i ragazzi e toglierli alla lunga mano della malavita organizzata. Giusta la reazione del Presidente Raffa davanti all’inutilità dei viaggi della speranza di Falcomatà che nessun beneficio hanno portato al nostro aeroporto. Se pensiamo che nel corso delle commissioni consiliari come ordine del giorno si è parlato di registro delle unioni civili, della legalizzazione della cannabis o del consiglio comunale dei ragazzi allora è ben chiaro a tutti che qua si sta giocando sulla pelle dei cittadini ormai del tutto stanchi di sentire parlare del nulla sicuri di una amministrazione fallimentare che nega il confronto vis a vis con chiunque, nascondendosi dietro una palese arroganza dettata dall’ignoranza e dalla incapacità nell’agire nell’interesse della collettività. Zero anche sul fronte della Città Metropolitana che vede a rischio i 97 comuni della provincia succubi dell’incapacità gestionale di un sindaco che ad oggi non ha ancora capito quale che sia la vocazione dei territori e la cui sola preoccupazione è stata quella di fare nomine ad amici e conoscenti all’interno del consiglio metropolitano. Siamo stanchi, demoralizzati, increduli o ancor peggio nauseati da chi opera sapendo di essere capace solo di creare confusione e dimentica il suo giuramento da Sindaco. La città vuole risposte, vuole sapere dove stiamo andando per capire se deve abbandonare la nave che ormai, abbandonata dai topi, sta colando a picco. Ad essere sindaco ci si mette la faccia nel bene e nel male. I sindaci del passato sono stati sempre ricordati per le loro scelte, perché le scelte le fa il sindaco. Auspico un risveglio dal mondo dei sogni da parte del sindaco, sempre sperando che ai sogni seguano i fatti. Ma forse il sogno è di lasciare lo scranno di sindaco e diventare senatore. Se così fosse, e solo il domani ce lo dirà, che vada via presto perché di lui nè noi nè i nostri figli avranno un buon ricordo”.

Francesca Ripepi