Reggio Calabria, scarcerati padre e figlio arrestati a Santo Stefano in Aspromonte [DETTAGLI]

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Avv. Albina Nucera

Tornano in libertà padre e figlio, A. M. di 66 anni e G. M. di 29 anni, arrestati a Santo Stefano in Aspromonte perché ritenuti i possessori di un arsenale di armi, di una panetto di gelatina esplosiva e droga, a seguito dell’udienza di convalida del fermo celebratosi ieri al carcere di Arghillà.

In effetti, il Giudice per le Indagini preliminari, accogliendo totalmente le istanze difensive avanzate dai legali di entrambi, Avv. Albina Nucera, quale sostituto dell’Avv. Francesco Calabrese, e Avv. Giuseppe Domenico Morabito entrambi del foro di Reggio Calabria, ha ritenuto che non vi fossero indizi dai quali poter desumere l’appartenenza sia delle armi che della droga a padre e figlio.

Il Gip ha infatti ritenuto che per quanto riguarda la posizione del padre, lo stesso si trovava detenuto agli arresti domiciliari dall’agosto subito dopo che il fondo nei cui pressi sono state ritrovate le armi e la droga fosse già stato perquisito e bonificato per cui si sarebbe dovuta accertare prima una eventuale sua evasione dal luogo in cui si trovava ristretto ai domiciliari.

Avv Giuseppe Domenico Morabito

Avv Giuseppe Domenico Morabito

Per quanto riguarda il figlio, lo stesso veniva notato il giorno prima intento a tagliare la legna nei pressi del fondo senza essere stato, d’altro canto, notato maneggiare o avvicinarsi nei luoghi in cui sono stati rinvenute le armi e la droga.

Le armi, difatti, venivano rinvenute lontano dal fondo in possesso ai fermati, fondo libero e non recintato, il panetto di gelatina esplosiva a 95 metri, le armi a 165 metri dall’ingresso e ben occultate nella boscaglia, mentre la cocaina all’ingresso del fondo a pochi metri dalla strada nazionale occultata in un bidone.

Per tali motivi, non essendoci altri elementi tali da poter ricondurre il possesso dei rinvenimenti a padre e figlio, gli stessi sono stati immediatamente rimessi in libertà.