Reggio Calabria, processo a Scajola. L’ex colonnello Costantini: “nella vicenda di Matacena ho fatto il mio dovere”

Reggio Calabria, processo a Scajola. Oggi ha deposto l’ex capo dell’Aise a Dubai e Abu Dhabi, l’ex colonnello della Guardia di Finanza Paolo Costantini

ScajolaOggi nuova udienza del processo a carico dell’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, imputato dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria di avere favorito la fuga e la latitanza di Amedeo Matacena, rifugiato a Dubai. Stamani ha deposto l’ex capo dell’Aise a Dubai e Abu Dhabi, l’ex colonnello della Guardia di Finanza Paolo Costantini, che ha fatto riferimento al mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte di cassazione, dopo la condanna definitiva, a carico di Matacena. “Non mi sono lasciato intimidire – ha detto Costantini rispondendo alle domande del Pm Giuseppe Lombardo - ne’ sono voluto venire meno ai miei doveri istituzionali”. “Starace mi chiese con toni bruschi – ha detto Costantini – del perche’ non lo avessi informato del fermo di Matacena nell’aeroporto di Dubai dopo che lo aveva appreso dai giornali. Gli risposi che il mio unico dovere era di dare corso al mandato di arresto per Matacena e non altro. Ed alle sue richieste di sapere in che condizioni psico-fisiche si trovasse Matacena, gli feci notare che questo non rientrava nei miei doveri istituzionali, anche se avevamo notizie del buono stato fisico dell’ex parlamentare. Peraltro, l’ambasciatore Starace mai prima del caso Matacena aveva chiesto informazioni sui latitanti bloccati a Dubai e rimpatriati. Un aspetto che mi colpi’ molto“. Costantini ha anche riferito del rapporto che Amedeo Matacena “aveva instaurato – ha detto - con un altro ricercato per mafia, Antonio Nucera, inquisito dalla magistratura ligure sulle attivita’ della ‘ndrangheta in quella regione. Nucera, a Dubai, aveva aperto un ristorante alla cui inaugurazione aveva partecipato, come per altre iniziative simili di italiani in quella citta’, l’ambasciatore Starace. Quando arrivo’ dall’Italia la richiesta di estradizione anche per Nucera, l’ambasciatore si preoccupo’ per quella sua partecipazione all’inaugurazione del ristorante. Ma la procedura non ebbe esito perche’ il reato di associazione mafiosa non ha reciprocita’ tra l’Italia e gli Emirati arabi uniti. Di tutto inoltrai rapporto in via gerarchica alla sede centrale dell’Aise. Dopo cinque mesi, nel gennaio del 2014, fui richiamato a Roma nella sede centrale dell’agenzia”.