Reggio Calabria, martedì Nicola Gratteri presenta “Padrini e Padroni”

locandina-sra3La ‘ndrangheta “più che cultura è economia”, anche se va combattuta su entrambi i piani, scrivono Antonio Nicaso e Nicola Gratteri sintetizza “Padrini e Padroni”, l’undicesimo libro scritto a quattro mani diventato, due settimane dopo l’uscita, il più venduto nelle classifiche nazionali di saggistica. Si parlerà anche di economia, nell’androne della Banca d’Italia di Reggio Calabria dove martedì prossimo, 29 novembre, alle ore 18, in collaborazione con la libreria Nuova Ave, il direttore Antonio Signorello e il pubblicista Tonino Nocera accoglieranno il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che dialogherà con la giornalista e scrittrice Paola Bottero ricostruendo il fenomeno della ‘ndrangheta secondo lo schema del libro: una fotografia storica dal 1869 ad oggi per comprendere “come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente”.

Già nel 1869 le elezioni amministrative di Reggio Calabria erano state annullate per le evidentissime collusioni ‘ndranghetiste. Il primo caso di una serie di episodi che nei decenni hanno segnato l’intera penisola, arrivando fino a Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995, e a Sedriano, in Lombardia, nel 2013. Lo scambio di favori fra criminalità e certa parte della politica è continuo e costante, il ricatto reciproco un peso enorme sulla cosa pubblica, con ripercussioni su tutti i settori, dalle opere pubbliche alla sanità, dal gioco di Stato allo sport. Anche lo sport. Il calcio è popolare e ha bisogno di investimenti. E le mafie, da tempo, si sono accorte delle sue potenzialità, non mancando di sfruttarle, come dimostrano le recenti inchieste giudiziarie. In questo vermicaio c’è di tutto: oltre al riciclaggio di denaro, ci sono partite truccate, scommesse clandestine, presidenti prestanome, e ultrà che gestiscono attività illecite. Il vero problema è che né i ricorrenti disastri ambientali, né il consumo dissennato del territorio, né il degrado di opere e servizi sembrano più scalfire l’opinione pubblica. In Italia l’incompiutezza è diventata risorsa, strategia di arricchimento per cricche e clan, mangime senza scadenza per padrini e padroni. C’è un’assuefazione che sconcerta. Quello che è di tutti non appartiene a nessuno. Che importa se la corruzione avvelena l’economia, provocando gravi disuguaglianze sociali o se la mafia ammorba l’esistenza di tanta gente, con la complicità di alcuni degli uomini chiamati a combatterla? E perché nessun governo ha mai inserito fra i propri obiettivi primari la lotta alla corruzione e alla criminalità economica? Questo di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso è un ibro di denuncia forte, coraggioso, che racconta una verità amara. Senza sconti per nessuno.