Reggio Calabria, incendiata la scuola di Santa Venere: lo sdegno di Delfino

scuola-santa-venere-bruciata-5“Mentre l’Amministrazione Comunale è impegnata a realizzare servizi sociali su tutto il territorio comunale, in modo particolare a favore dei bambini e delle fasce più deboli, balordi, oppure individui manovrati da persone senza scrupoli, forse con l’obiettivo di lanciare messaggi di intimidazione all’Amministrazione Comunale, si dilettano a distruggere le strutture e i servizi sociali che l’Amministrazione Comunale, nonostante le difficoltà di ordine finanziario, riesce ugualmente a realizzare”. Lo dichiara il Presidente del Consiglio Comunale, Demetrio Delfino. ”L’incendio, appiccato all’asilo di Santa Venere, struttura pronta per essere inaugurata e che rappresentava una risposta concreta da parte dell’Amministrazione Comunale alle esigenze manifestate da tanti genitori, lo ha ridotto ad un cumulo di macerie. Qualche giorno fa è stato vandalizzato l’asilo nido di Archi, oggi, la stessa sorte, è toccata all’asilo di Santa Venere, un servizio sociale importante che la volontà di individui spregiudicati ha impedito che diventasse il luogo di frequentazione e di crescita dei bambini. Si tratta di un’azione indegna che produce, inevitabilmente, reazioni di rabbia, incredulità e sconcerto. Non si può – continua Delfino – distruggere un importante servizio sociale attraverso azioni vigliacche dove la famigerata tanica di benzina continua a essere, nel contesto cittadino, protagonista di distruzione e intimidazioni. Il Sindaco Falcomatà, nel condannare la vile azione, ha detto: voi continuerete a bruciare, noi continueremo a ricostruire. L’Amministrazione Comunale, rispetto al percorso di rinnovamento intrapreso, non si fermerà come nessuna azione intimidatoria potrà compromettere o condizionare lo sviluppo complessivo della città. Le istituzioni, per lottare le forze dell’antistato, hanno bisogno della collaborazione dei cittadini poiché attraverso la realizzazione di un fronte forte e coeso si può sconfiggere la cultura perversa della malavita organizzata che ha pesantemente condizionato la crescita complessiva di una intera comunità”, conclude Delfino.