Reggio Calabria, Imbalzano: “poche luci e molte ombre dalla rimodulazione del Decreto Reggio”

consiglio-comunale1“Il consiglio comunale di Reggio che ha ieri approvato una mole di investimenti così elevata , assume un carattere e un significato politico decisivo, non solo nel solco di questa consiliatura, ma soprattutto per il futuro della città di Reggio e della sua Area Metropolitana, sia nel bene che nel male delle scelte politiche compiute”. E’ quanto afferma Pasquale Imbalzano, capogruppo di Area Popolare – Nuovo Centrodestra al Comune di Reggio Calabria. “Infatti, pur non negando che il Decreto Reggio rimane una straordinaria pietra miliare della programmazione e dello sviluppo economico , sociale e civile del nostro territorio, che per la quantità e la varietà degli investimenti previsti dovrebbe porre un serio argine alle proprie drammatiche e ataviche difficoltà, tuttavia solo in parte questa rimodulazione contiene quegli elementi che sarebbero stati necessari a superarle definitivamente. D’altro canto, a fronte di qualche piccola luce (vedi l’ investimento per l’abbattimento dei consumi energetici; il finanziamento per la riqualificazione dei rioni G e F; il Parco Urbano della Collina di Pentimele, aspirazione per generazione di reggini) non poche sono le ombre di una rimodulazione che mostra un orizzonte di sviluppo ancora troppo corto per far fare a Reggio il salto di qualità in termini di vocazione turistica attraverso il contestuale e concreto coinvolgimento del gracile tessuto economico reggino”, aggiunge Pasquale Imbalzano. “Si pensi alla incoerente e testarda volontà di eliminare un’opera come quella del MUSEO DEL MARE di Zaha Hadid che, al di là di chi o di coloro che hanno avuto la felice idea di dotare Reggio di una opera straordinariamente attrattiva dal punto di vista turistico, rafforzerebbe la virtuosa vocazione turistica della nostra realtà. Oppure all’infelice scelta di perseverare nel definanziamento di una opera -assolutamente funzionale agli interessi economici e alle potenzialità produttive del Comprensorio metropolitano e calabrese – quale è LA FIERA DI ARGHILLÀ DI VITTORIO GREGOTTI, fortemente voluta e promossa da tutte le Associazioni Produttive del territorio. 

Un sistema di TURISMO DI AFFARpalazzo san giorgio (2)I E CONGRESSUALE capace di convogliare appetibili correnti turistiche per migliaia di visitatori l’anno e -fatto ancor più grave il definanziamento – se si pensa che per la progettazione esecutiva sono stati pagati ben 700.000 Euro alla notissima Archistar senza che l’opera vedrà mai luce. Infatti, molte sono le testimonianze positive di città che si dotano definitivamente di nuove infrastrutture per turismo d’affari e congressuale (in questi ultimi giorni Roma con l’inaugurazione di Nuvola nel quartiere EUR progettata da Massimiliano Fuksas, che ha spinto l’amministratore delegato di Eur s.p.a. , società di gestione della struttura, Diacetti ad affermare che con essa si vuole “proiettare Roma nel mercato del turismo congressuale internazionale“) oppure di Catanzaro che decide di dotarsi con un finanziamento di 5 milioni di euro di una nuova fiera . Tutto questo conferma quanto da noi sostenuto da tempo in tutte le sedi, istituzionali e non, di perorare, sulla base di dati oggettivi ampiamente documentati dalla più importante stampa economica, la strategicità del nuovo Polo Fieristico di Arghillà, sito in una Zona Franca Urbana, e più che mai indispensabile per valorizzare non solo le eccellenze della nuova Città Metropolitana ma anche per sviluppare quel turismo di affari e congressuale, tra i pochi capaci di dare un vero impulso alla nostra economia locale” aggiunge ancora Pasquale Imbalzano. “E si dovrà pur spiegare come si è potuto eliminare la già prevista Area per il Tempo Libero e per le Attività Circensi, più volte sollecitata negli anni scorsi dagli organi competenti, stante i problemi di SICUREZZA e di VIABILITA’ di Reggio, così come non si riesce a comprendere la volontà di definanziare la realizzazione di nuovi ALLOGGI PER NUCLEI FAMILIARI SOCIALMENTE DISAGIATI per 12, 9 milioni di euro (11 milioni disseminati in città e altri 1, 9 milioni solo su Pellaro) che avrebbero permesso la costruzione di oltre un centinaio di unità immobiliari, alleviando così la sofferenza abitativa di tante famiglie indigenti della nostra città “ continua ancora il capogruppo di Area Popolare – NCD. “Infine, una considerazione sulla periferia sud, su Pellaro. Proprio per l’enfasi data ad alcune scelte, si stenta a capire come solo tre milioni di euro siano sufficienti per realizzare in questo popolosissimo quartiere – città nella città- l’atavica aspirazione del TEATRO, che da solo assorbirebbe l’intero finanziamento, la STORICA PISCINA da decenni programmata, e la RISTRUTTURAZIONE DELL’EX MUNICIPIO. Questa scelta oltre che creare un’ aspettativa che sarà presto delusa nei cittadini che non potranno vedere il completamento di queste opere con questi pochi fondi se non adeguatamente integrati, rischia soprattutto di creare squilibri di contabilità perché lo stanziamento previsto non consentirà di far fronte agli obblighi contrattuali e agli stati di avanzamento dei lavori con la ditta costruttrice, comportando la formazione di debiti fuori bilancio per svariati milioni euro con tutti i danni facilmente intuibili per un comune che è sottoposto ad un pesantissimo piano di riequilibrio”, conclude Pasquale Imbalzano.