Reggio Calabria, il sindaco azzera la Giunta. Il PCI: “ha fatto perdere due anni alla città”

palazzo san giorgio (2)“Falcomatà azzera la Giunta dopo due anni di fallimenti. L’azzeramento della Giunta è la naturale conseguenza di due anni di fallimentare gestione amministrativa che ha prodotto solo disastri e delusione. La battaglia di opposizione del PCI comincia a dare i primi frutti.  Adesso però bisogna anche cancellare, azzerare e revocare  tutte le delibere e tutti gli atti sbagliati, illegittimi. arbitrari, miopi, iniqui e dannosi che in questi due anni hanno mandato a sbattere Falcomatà e la sua giunta e l’hanno reso uno dei sindaci più impopolari della storia cittadina..  Una vera svolta per Reggio si può realizzare solo se si fa piazza pulita del coacervo di interessi particolari e affaristici che si annidano nel sistema di potere comunale e che all’ombra della gestione Falcomatà si sono accresciuti, se si agisce per la legalità e la trasparenza in tutti i campi e in tutti settori con coerenza e con coraggio, se si supera la privatizzazione dei servizi comunali assolutamente sbagliata e inadeguata e si ritorna alla gestione pubblica più efficiente e meno costosa, se si rompe realmente con le logiche del passato e si dà priorità alle periferie degradate e abbandonate e si tutelano in primo luogo i ceti popolari colpiti dalla crisi e senza alcun tipo di protezione sociale, se  si difende  il patrimonio pubblico e si revocano tutte le vendite  ai privati”, scrive in una nota il coordinamento cittadino del PCI.  Il Partito Comunista Italiano continuerà “a svolgere la sua seria e ferma azione di opposizione politica e sociale ponendo al centro in primo luogo la necessità ripartire dalle periferie e dalle frazioni, dai bisogni popolari di servizi pubblici migliori e meno costosi, dalla centralità del diritto allo studio per tutti (mense, buoni libro, manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole, servizi di assistenza, ecc.),  dalla tutela dei disabili, da politiche sociali ispirate a principi di giustizia e di equità sociale”, conclude la nota.