Reggio Calabria: i Repubblicani hanno partecipato all’incontro organizzato in ricordo del Prof. Franco Mosino

franco-mosino“Lo scorso 3 novembre, i Repubblicani di Reggio Calabria, hanno partecipato all’incontro organizzato in ricordo del Prof. Franco Mosino, filelleno ed intellettuale reggino, candidato Premio Nobel per la Letteratura nel 2013. Tra il numeroso pubblico presente nei saloni del Museo Archeologico Nazionale, nessun rappresentante delle Istituzioni cittadine, metropolitane o regionali. Ancora una volta, con “mirabile” coerenza, i nostri rappresentanti hanno dimostrato la loro indifferenza verso ciò che è Cultura, storia e tradizioni della nostra Regione. Un disinteresse crudele, cinicamente evidenziato dall’analisi delle scelte politiche attuate negli ultimi anni, che hanno attentato la nostra Cultura: ostinatamente acclamata nel corso di qualche comizio, utile passerella del politicante di turno, in realtà oltraggiata, offesa e non supportata dalle decisioni, nel tempo, assunte. Un esempio? Esiste una legge, la n°482 del 1999, che pone i presupposti per la salvaguardia e la promozione delle minoranze linguistiche, intese come patrimonio culturale nazionale. Ma oltre ad esistere la legge prevede una copertura finanziaria: un fondo vincolato dal Dipartimento degli Affari Regionali ed istituito dal Consiglio dei Ministri. La Calabria con legge regionale 15 sembrava volesse invertire la tendenza di abbandono di tutte le minoranze, ma alla luce dei fatti la legge sembra un elenco di buone intenzioni”, è quanto scrive in una nota il Coordinatore Metropolitano dei repubblicani, Carmelo Palmisano. “A che serve – prosegue- enunciare che “La Regione Calabria riconosce che la protezione e la valorizzazione delle lingue minoritarie contribuiscono alla costruzione di un’Europa fondata sui principi della democrazia e del rispetto delle diversità culturali”  se poi è il disinteresse e lo spreco che la fanno da padroni? In Calabria, i tanti soldi come sono stati spesi? Quali risultati sono stati conseguiti? A parte la nascita dell’IRSSEC (Istituto Regionale Superiore di Studi Elleno Calabri), seguita da una messa in liquidazione per trasformarlo in Fondazione, poche e scarsamente incisive, sono state le iniziative per salvaguardare il nostro patrimonio linguistico-culturale e per tramandarlo alle future generazioni. Tale stato d’inerzia, si ripercuote direttamente anche sui possibili risvolti occupazionali che si genererebbero con la corretta applicazione delle leggi già esistenti. Basti pensare ai posti di lavoro che verrebbero a crearsi nel mondo della Scuola, con l’istituzione, nei vari distretti scolastici, di percorsi formativi per la conoscenza e la diffusione delle lingue minoritarie, promuovendo altresì l’unione per mezzo della diversità. Quella Grecanica è la seconda area pilota della Calabria per la strategia nazionale aree interne e ci fa piacere che il Presidente Oliverio ci informi che “ci sono tutte le condizioni sia in termini di strategia che di risorse per offrire nuova linfa alle aree interne calabresi ed in particolare a quella Grecanica, carica di identità e valori che non possono essere dispersi”. Siamo d’accordo con lui quando afferma che l’area grecanica rappresenta una risorsa per l’intera regione. Ma servono fatti, gli spot elettorali sono fuori tempo e fuori luogo. Regione Calabria e Città Metropolitana di Reggio Calabria, faranno bene a rimettersi presto al passo per colmare il gap di questi diciassette anni e prevedere un’idonea pianificazione linguistica che tuteli questo immenso patrimonio, a rischio di estinzione. Il lodevole impegno dell’associazionismo, che sinora ha supplito alle carenze Istituzionali è da ammirare, ma è giunto il momento che la politica si ridesti per assumere il proprio ruolo di traino, al sevizio della cosa pubblica“, conclude.