Reggio Calabria, dipendente comunale licenziata: le parole di Libri (Sul)

protesta-vigili-urbani-6“A seguito dell’avvenuto licenziamento della dipendente comunale reggina, assegnata alla Polizia Municipale, la stampa registra il parere del ViceSindaco ed Assessore al Personale, Saverio Anghelone, e dell’Assessore alla Sicurezza e Legalità, Giovanni Muraca, i quali ci tengono a sottolineare che l’atto di licenziamento è un fatto amministrativo e, pertanto, non riconducibile alla direzione politica della città , che non ne avrebbe competenza. Ora, il mio giudizio sulla legge citata è che si tratti di un provvedimento ipocrita e vol-to unicamente a salvaguardare gli eletti, consentendo loro di scaricare le responsabilità su diri-enti e funzionari. Ma tralasciamo questa convinzione e parliamo del merito della vicenda”, è quanto scrive in una nota Aldo Libri del Sul. “Da mesi la Giunta Comunale, Sindaco in primis -prosegue- conosce la situazione anomala che si è venuta a determinare presso la Polizia Municipale, ed ha scelto di non intervenire. Viste le autorevoli dichiarazioni rese ieri da importanti esponenti del massimo organo cittadino voglio porre loro alcune domande:

1. il dirigente-comandante attuale è stato nominato da questa Giunta?;
2. la Giunta, all’atto della nomina, ha provveduto a verificare se esistessero le condizioni oggettive e soggettive per la nomina medesima?;
3. la Giunta è in grado di nominare un dirigente-comandante nella pienezza delle attribuzioni senza cacciarlo dopo sei mesi, visto che si susseguono nomine di dirigenti non abilitati al ruolo?;
4. possiamo comprendere perchè non si riesce a fare una normale nomina che sarebbe, per giunta, economicamente conveniente, come quella dell’attuale Comandante della Polizia Provinciale? Esistono particolari motivazioni per cui quel Comandante non possa essere nominato ad interim alla Polizia Municipale, atteso che non sarebbe a carico delle finanze comunali?

Per ultimo, mi corre l’obbligo di ricordare agli autorevoli esponenti menzionati che il ruolo proprio della politica e di chi si trova, pro tempore, a ricoprire ruoli istituzionali non può essere freddamente notarile, ma comporta l’obbligo etico-politico di adoperarsi per trovare le opportune e legittime mediazioni”, conclude.