Reggio Calabria, Cisl: “il licenziamento del vigile urbano è una morte annunciata”

protesta-vigili-urbani-1“Lo avevamo detto in tutte le lingue ed a tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella vicenda: se non bloccate la pioggia di procedimenti disciplinari che “spensieratamente” sta comminando il dirigente della Polizia Municipale di Reggio Calabria agli operatori del Corpo, ci ritroveremo a dover subire una serie di licenziamenti senza fine. Lo avevamo detto e scritto fin dalle prime avvisaglie di questo assurdo ed incomprensibile atteggiamento persecutorio che si stava delineando al Comando, al Sindaco Falcomatà, al Vice Sindaco Anghelone, all’Assessore Muraca, al Segretario Generale Acquaviva. Lo avevamo rappresentato anche al Prefetto in un esposto/denuncia ed al Capo di Gabinetto della Prefettura in occasione del tentativo di conciliazione esperito per il raffreddamento del conflitto. Ma a nulla è servito dire che oltre 150 procedimenti disciplinari comminati nel giro di pochi mesi avrebbero dovuto quantomeno destare l’attenzione del vertice politico di Palazzo San Giorgio ed oggi dobbiamo confrontarci con una misura disciplinare che ha il sapore del fiele per l’ingiustizia perpetrata a danno di una dipendente, la cui storia professionale è impeccabile. Mettere in moto, senza alcuno scrupolo, il meccanismo perverso previsto dal D. Lgs n. 116/16 (Riforma Madia), che ha inasprito la normativa in materia di licenziamenti disciplinari per contrastare il fenomeno dei “furbetti del cartellino”, è quanto mai rischioso perché ha il potere, se non applicato con sensata ragionevolezza e con perizia normativa, di travolgere e spazzare via anche lavoratori, come nel caso di specie, che nulla hanno a che vedere con quei dipendenti pubblici che fanno uso di vergognosi espedienti per attestare falsamente la presenza in servizio, truffando l’Amministrazione che ha garantito loro un posto di lavoro e quindi la sopravvivenza. Quelli si, sono da licenziare, senza alcuna pietà! Non era, invece, sicuramente da licenziare l’Ufficiale dei Vigili Urbani che si è trovata incastrata in una disposizione di servizio dello stesso Dirigente del Settore Polizia Municipale (la n. 22945 del 30 agosto 2016) che stabilisce che per  la richiesta di ferie e dei permessi a qualunque titolo gli Istruttori Direttivi devono designare un altro Ufficiale in supplenza. Con un unico provvedimento il Dirigente autorizza sia le ferie o il permesso sia la designazione del supplente, che quindi dovrà espletare il turno del collega assente. Ebbene la dipendente destinataria del provvedimento di licenziamento non ha fatto altro che attenersi alla disposizione in questione e non era certo compito suo andare a verificare se l’Ufficio competente avesse aggiornato il brogliaccio delle presenze! Una storia che non fa onore a nessuno e che dovrebbe indurre il primo cittadino a rompere quel muro di indifferenza e di silenzi, verificando direttamente e personalmente situazioni di tale portata e rivalutando, soprattutto, le scelte operate nell’individuazione di alcune figure dirigenziali. Un silenzio che non lo libera dalle dirette responsabilità in merito alla decisione di continuare a non dotare il Corpo della Polizia Municipale di un legittimo Comandante”. E’ quanto scrive in una nota Luciana Giordano, segreteria generale della Cisl.