Reggio Calabria, Biasi: “il nostro territorio non può prescindere dall’aeroporto Tito Minniti”

Per Rosy Biasi la Calabria, Reggio e l’area dello Stretto non possono prescindere dall’aeroporto “Tito Minniti”

aeroporto-dello-strettoLa Calabria, Reggio e l’intera area dello Stretto non possono prescindere dall’aeroporto ‘Tito Minniti’. A parole lo sostengono tutti, ma i fatti quelli concreti tardano ad arrivare. l’unica amministrazione ad aver fatto fatti concreti salvaguardando lo scalo è stata la Provincia. Lo dico con buona pace del consigliere metropolitano Antonino Castorina, che non ha apprezzato la grande e condivisa manifestazione pro-aeroporto visto che l’assenza dei suoi riferimenti politici, Oliverio e Falcomatà su tutti, ha fatto molto rumore.  Su questa annosa vicenda non è dato a tutti ergersi a difensori degli interessi di Reggio e, men che meno, a improbabili moralizzatori all’interno del dibattito pubblico. Le responsabilità delle condizioni critiche in cui oggi versa lo scalo aeroportuale dello Stretto sono riconducibili a problemi strutturali che si trascinano da decenni, a causa di un modello di business che si è certificato essere insostenibile. Tuttavia, prima di attaccare a testa bassa contro chi  ha lavorato con rigore e coraggio per tutelare il diritto alla mobilità dei cittadini, Castorina guardi a ciò che hanno combinato gli illustri amministratori della Sogas in quota centrosinistra, nominati quando lui era ancora un giovane studente. E si informi meglio anche sull’impegno odierno della Regione e del Comune, che lui loda ma che ancora oggi non hanno ancora versato un euro che sia uno nelle casse della società. Regione e Comune che in questi mesi non hanno fatto altro che alimentare il più classico e becero gioco dello scaricabarile. Quando il consigliere Castorina parla di ‘chiacchiere da bar’, onestamente, ci viene da sorridere. A meno che egli non si riferisca alle ormai arcinote missioni romane che nelle ultime settimane e nei mesi scorsi hanno visto protagonisti i vari esponenti del governo regionale, con il governatore in testa, il sindaco Falcomatà e i vari rappresentanti dell’amministrazione comunale cittadina. Perché a giudicare dai risultati ad oggi conseguiti, sembrerebbe che di tempo per conversare, infruttuosamente, nella Capitale ne sia stato trovato parecchio dalla sua parte politica. Come dimenticare, solo per stare alle più recenti cronache, l’annuncio di un’intesa fra Oliverio e Delrio per scongiurare il possibile abbandono dello scalo da parte di Alitalia subito sonoramente smentito dal piano industriale della stessa compagnia che per il prossimo anno annuncia il taglio dello scalo reggino? Le chiacchiere da bar, pertanto, sono tutte a trazione Pd e il “contributo” del consigliere Castorina si inserisce, perfettamente, nel solco fumoso e tutto propagandistico tracciato dalla politica del suo partito, tanto a livello locale quanto nazionale. Volendo ripristinare un minimo di verità dei fatti, occorre solo ricordare che se oggi lo scalo è ancora operativo il merito deve essere ascritto, esclusivamente, all’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria guidata da Giuseppe Raffa. E’ questo, infatti, l’unico ente che nel disinteresse generale, ha operato per reperire ogni risorsa e linea di finanziamento utile a garantire l’operatività di una infrastruttura da cui dipendono molte delle possibilità di rilancio e ripresa dell’intero territorio. Ma la Provincia non ha solo individuato le risorse ha anche, materialmente seguito l’iter ed eseguito la fase di liquidazione delle somme necessarie al funzionamento dell’aeroporto, in un momento particolarmente critico quale è la gestione dell’esercizio provvisorio. Un’azione incisiva, concreta, tangibile e dagli effetti immediati. Tutt’altra storia, dunque, rispetto alla Regione che, è bene ricordarlo anche a favore dello ‘sbadato’ Castorina, ha solo deliberato un impegno di spesa che ancora non è stato concretizzato e del comune di reggio che ancor peggio non ha previsto nessuna somma per l’esercizio provvisorio. Questa è la triste, per alcuni, verità dei fatti. E più che le bacchettate del consigliere Castorina, servirebbe un serio esame di coscienza da parte di chi fino ad oggi ha solo remato in direzione contraria agli interessi e ai diritti del territorio reggino”.