Reggio Calabria, AN: “lo scenario per la città desolante, ma la politica dov’è?

Reggio Città Metropolitana 1“Lo scenario è desolante, capace di scoraggiare qualsiasi padre che ancora voglia immaginare un futuro per i propri figli non lontano da casa. Le condizioni di assoluto degrado della città, nonostante ci si affanni invano a voler far credere il contrario, sono sotto gli occhi dei cittadini, che si dividono tra quelli ormai supinamente rassegnati e gli increduli. E nel frattempo Reggio viene spogliata come fosse impegnata in una danza dei sette veli. E in questo surreale Salomè, si susseguono sul palcoscenico un aeroporto in ginocchio, in attesa della definitiva mannaia della chiusura, con la compagnia di bandiera che dai prezzi esorbitanti propinati sino ad oggi passa a minacciare persino una imminente fuga. L’Agenzia dei Beni Confiscati alla criminalità organizzata declassata a sede secondaria nel silenzio vergognoso dei parlamentari di casa nostra, segnale evidente dell’ennesima mancanza di rispetto e fiducia per gli uomini di questa terra. Il territorio del litorale cittadino destinato al mancato sfruttamento delle naturali vocazioni turistiche, tra rinunce grottesche all’ambizioso progetto di respiro internazionale Waterfront e ben più inquietanti ombre in una desolante scena di attracchi per trasporto gommato. E mentre si inaugurano uffici postali, aiuole e parchi ancora chiusi, si disimpegnano risorse importanti e si disertano le sedute comunali sui problemi della disabilità. Impazza il traffico per le strade cittadine, abbandonate da un Comando di Polizia Urbana ancora privo del Comandante e abusi e prevaricazione rendono invivibile una città che di metropolitano non mostra quasi più alcun segno, con il corso Garibaldi tornato ad essere percorso da automobili e motocicli come non si vedeva da decenni”, è quanto scrive in una nota Ernesto Siclari del Coordinamento Azione Nazionale Reggio Calabria. “Proprio il cuore commerciale di Reggio -prosegue- il salotto pedonale della città, lastricato a macchie di discutibile pregio, risultato di procedimenti amministrativi farraginosi, resterà per ancora tanto tempo a simboleggiare tutta la inconcludenza e la approssimazione che hanno messo in campo le varie istituzioni e i servizi coinvolti. Ed ogni anno il governo agguanta la forbice e ne passa inesorabilmente le lame sui finanziamenti, Decreto Reggio in testa, lacerando le speranze di sviluppo e crescita di un tessuto sociale ormai logoro. Si perdono per manifesta incapacità amministrativa e gestionale ingenti risorse per i giovani e per il lavoro dei soggetti diversamente abili, mentre ci si affanna a spendersi per un “Sì” declamando slogan da posizioni e cariche istituzionali che la legge, oltre che motivi di opportunità, vorrebbero garanti di una certa imparzialità e onnirappresentanza. Davanti a questo inquietante quadro – aggiunge- che va oltre il neorealismo più crudo i cittadini si chiedono dove sia finita la politica, dove siano coloro che, preposti a garanzia delle prerogative di un territorio per avere ricevuto un mandato elettorale, oggi non siano capaci di rivestire quel ruolo fondamentale che la politica sta inesorabilmente perdendo. Medcenter Container Terminal lascia un porto di Gioia Tauro monco e sottoutilizzato a causa dell’impreparazione e della inadeguatezza di una Giunta Regionale in continuo precario equilibrio e gli ospedali sono sempre più spesso teatro di cronaca per degrado ed incuria. Scompare la politica dalla scena reggina e calabrese tra l’indifferenza di coloro che hanno messo la propria X sulla casella sbagliata e l’angoscia di tutti quelli che, viceversa, ancora credevano in un possibile riscatto per questa terra. Azione Nazionale non può stare a guardare il compiersi di un inesorabile declino perpetrato per mano di una sinistra demagogica, cristallizata su posizioni di arroganza istituzionale senza precedenti, che sta reggendo le sorti dell’ultima occasione possibile di rinascita, quale è la “Città Metropolitana”, con superficialità e scarsa lungimiranza. La prospettiva rinunciataria in stile minimal mostrata sinora non potrà che tenere fuori dalla portata della città i traguardi importanti che erano e devono restare gli obiettivi primari della nostra Reggio. Le risorse culturali e le attrattive già esistenti devono potere calamitare i circuiti internazionali ed i flussi turistici in un’ottica di grande respiro, che comporta la necessità di una visione certamente più strategica dell’attuale “vivacchiare” di queste amministrazioni. La politica deve svolgere un ruolo diverso dall’accondiscendenza supina. Perché possa dirsi espletato il suo compito deve trasformarsi in baluardo a difesa del territorio, levata di scudi di fronte alle aggressioni continue di un potere centrale ed un sistema che è tornato a negare ogni possibilità di crescita. Presenza martellante sulla scena pubblica e intervento pressante a salvaguardia dei diritti e delle prerogative di una comunità stanca di vedersi annoverata nuovamente tra i titoli di coda di tutte le classifiche del Paese”, conclude.