Reggio Calabria: alle Muse la differenza tra informazione e comunicazione

Alle Muse di Reggio Calabria si scopre la differenza tra informazione e comunicazione

le-museUna domenica dedicata al dialogo sul ruolo dei media oggi in diversi ambienti ed ambiti lavorativi: questo il senso della manifestazione “Se comunicando io potessi…” conversazione che ha riunito professionisti “Made in Calabria” che hanno ruoli importanti nella società odierna. Un appuntamento inedito ha ribadito Giuseppe Livoti – presidente – del sodalizio reggino, poiché per la prima volta si può  verificare come in diversi settori quali la medicina, il mondo della scuola, dell’informazione locale e nazionale la comunicazione sia cambiata con una nuova identità dettata soprattutto da particolari terminologie, dalla multimedialità ed anche dall’avvento del web e dall’informazione minuto per minuto. Al “Laboratorio delle Arti e delle Lettere – Le Muse” la testimonianza del giornalista Eugenio Marino – direttore di numerosi tg a livello locale che ha espresso il concetto del tempo che passa nel comunicare: è cambiata la fisionomia della notizia, poiché sono mutati i contatti umani, non si vivono più le emozioni oggi del giornalismo, i fatti si raccontano tramite le email e non più andando sul posto e da qui una crisi della stampa ma anche della televisione. Pensieri condivisi dalla storica penna e volto noto della Rai Tonino Raffa, il quale ha affermato che la qualità dei prodotti della comunicazione oggi sono scesi di livello, occorrerebbe fare presso le università dei corsi di giornalismo. La lingua italiana non è più protagonista negli articoli, niente formazione e oltretutto si è sottopagati. Con la videoimpaginazione si è pure persa la figura del correttore di bozze che lavorava dalle 23 in poi per il controllo dei testi. Scrivere oggi è segno di democrazia per Raffa e stranamente paesi lontani come la Scandinavia hanno maggiore libertà di stampa. Non si legge più, non ci si confronta e occorrerebbe sentire lezioni da alte professionalità come Sergio Zavoli per esempio che ha lasciato un segno indelebile nella mia formazione poiché andava oltre la notizia stessa.

 La Scuola oggi reagisce bene a questa crisi – ha commentato – la dirigente dell’Istituto Comprensivo Nosside – Pythagoras” Franca Fedele, nella formazione sono importanti i Laboratori di Lettura ed i docenti devono fare sviluppare il pensiero critico degli alunni. Certo le riforme continue mettono sempre tutto in discussione ed i social media hanno messo in crisi i giovani che non -perdono tempo-: niente lettura, niente riflessioni e non ci si ascolta ne ci si capisce. Per la Fedele oggi occorre combattere contro il “pensiero unico o liquido” e da un punto di vista professionale un dirigente deve fare troppe cose e velocemente perché spesso alcuni adempimenti hanno tempi esigui, dobbiamo riprendere ad ascoltare, poiché se non si ascolta non si comprende.

Il dottore Antonio Nicolò responsabile del servizio cito diagnostica e prevenzioni tumori degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria – ha esordito – ribadendo come oggi la classe medica dovrebbe anche studiare comunicazione, come lo si fa all’estero per i medici oncologici. Il medico ed il paziente hanno un unico denominatore che è la salute, lo stato della salute che un tempo nel 1950 non veniva comunicata direttamente al malato ma ai parenti  mentre dal 1960 in poi le cose sono cambiate. La comunicazione anche nella malattia, deve essere lenta e graduale, non istintiva e veloce e naturalmente occorre dare speranza anche e soprattutto probabilmente quando la speranza non c’è più.