Referendum, Irto a Molochio (Rc): “se vince il sì i costi della politica diminuiscono”

irto-molochio“Le ragioni del sì. L’Italia che cambia” è stato il titolo dell’iniziativa che si è svolta a Molochio, nell’oratorio “Giovanni Paolo II”. Una manifestazione a sostegno del sì al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, che ha visto una grande partecipazione popolare, soprattutto da parte di una platea di giovani decisi a sostenere la grande battaglia per il cambiamento del Paese. L’incontro, moderato da Giovanni Caruso, coordinatore del comitato “Cambiare si può” di Molochio, si è aperto con l’indirizzo di saluto di Caterina Epifanio, dei Giovani Democratici, la quale ha sottolineato come la riforma costituzionale sia una straordinaria occasione per consentire all’Italia di sbloccarsi, di ripartire e di intraprendere la strada dello sviluppo. Successivamente è intervenuto il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, che ha esaminato ad ampio raggio il ddl Boschi – Renzi che, ha affermato Irto, “è legge dello Stato e attende una spinta confermativa da quella parte dell’Italia che finalmente, dopo il fallimento delle bicamerali, vuole con forza che l’Italia entri nel futuro”. Tra i punti che sono stati trattati da Nicola Irto, particolare attenzione è stata rivolta al “risparmio sui costi della politica che è chiaro, evidente e dimostrato dai numeri. C’è una drastica riduzione dei parlamentari, i senatori oggi sono 315 e diventeranno 100 e sparirà la voce in bilancio della loro indennità. Saranno ridotte anche molte altre voci di spesa, assieme alla cancellazione di un sistema, quello dei bicameralismo paritario, che ha paralizzato l’Italia. Oggi, attraverso il meccanismo della navetta parlamentare, provvedimenti importantissimi finiscono nella palude. Domani, di fatto, i tempi di approvazione delle leggi saranno dimezzati”. In sostanza, secondo Irto, “votando sì al referendum si tagliano i costi della politica. Non esistono altre realistiche opportunità di raggiungere questo obiettivo – ha concluso il presidente del Consiglio regionale – perché l’alternativa non è tra questa o un’altra riforma, ma tra questa riforma o il nulla, perché con la vittoria del no tutto resterà com’è e passeranno nella migliore delle ipotesi altri 20 anni prima che qualcosa si muova in direzione del cambiamento”.