Referendum Costituzionale, ricercatore calabrese del CNR: “ecco perchè voterò sì”

Referendum Costituzionale, il parere del ricercatore calabrese

segreteria-si-referendum-1Francesco D’Amore è un ingegnere calabrese, precisamente di Cosenza, ricercatore presso il CNR. Sul proprio profilo facebook ha espresso la sua posizione in merito al Referendum Costituzionale di Domenica. Un parere molto interessante, che riportiamo integralmente:

Al referendum Costituzionale voterò si. Ecco perché.

Perché non è la più bella del mondo.

Perché da quando ho coscienza politica chi mi insegnava “il mestiere” mi ha sempre spiegato che la costituzione va cambiata. Non so se hanno cambiato idea, ma le loro argomentazioni erano più che sensate.

Perché nel 2006 ho votato si a quel referendum costituzionale. La coerenza non credo sia un valore di per sé, ma un un minimo non guasta mai.

Perché se fallirà quest’ennesimo tentativo toccherà di nuovo a noi (?!) provarci ancora, e non sarebbe male arrivarci con un minimo di credibilità. Ogni volta che vedo Migliore fare campagna referendaria per il SI mi viene da vomitare e cambio canale.

Perché a convincermi sarebbe bastato il superamento del bicameralismo paritario.

Perché non è la migliore riforma del mondo, io avrei preferito quella del 2005, ma piuttosto che niente è meglio piuttosto.

Perché mi è antipatico Renzi, ma “Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria”.

Perché anche da gente come quella che ho citato prima ho imparato a prendere decisioni sulle idee e sulle visioni, non sulle persone o sulle convenienze del momento.

Perché peggio del Senato che viene fuori dalla riforma c’è il Senato attuale che fa le stesse cose della Camera.

Perché non mi sono mai piaciute le rivoluzioni, al contrario ho sempre apprezzato le evoluzioni. E questa riforma, seppur limitata, è una evoluzione verso qualcosa che mi piace di più di quello che c’è ora.

Perché non puoi prevedere l’imprevedibile, ma solo gestire l’imprevisto. Un errore lo fai anche se ci sono due Camere che fanno la stessa cosa. Anche se ce ne fossero mille: lo fai solo più lentamente. Ma altrettanto lentamente hai la possibilità di correggere l’errore fatto. Io preferisco sbagliare velocemente ma altrettanto velocemente correggermi.

Perché io preferisco che lo Stato sia minimo, ma quelle quattro o cinque cosette che deve fare le deve fare maledettamente bene e per farle bene devono essere fatte a livello centrale. Fra queste c’è la sanità.

E basta….le altre cosette come riduzione delle poltrone, dei costi della politica, del numero dei parlamentari, del CNEL o come diavolo si chiama….. sono tutte panzane.

La democrazia è una cosa che costa. e forse vale ancora la pena sostenere questo costo.

Se volete ridurne i costi si potrebbe pensare ad una sana, assoluta, monarchia. Che forse non sarebbe il peggiore dei mali, dati i tempi e il livello dell’attuale classe politica“.