Porto Gioia Tauro, i nodi vengono al pettine

porto di gioia tauroDopo diversi anni con le più variegate soluzioni tampone di ammortizzatori sociali il 2017 presenta il conto. Difficile immaginare questo epilogo, o forse comodo sperare che questo nodo al pettine non arrivasse mai. Ma è passato il tempo in cui qualche anziano in cassa integrazione arrivava alla pensione, si, è passato quel tempo ed ha lasciato il segno anche la amata Sig.ra Fornero. Ripercorrendo gli anni trascorsi, quante responsabilità da distribuire a tutti gli attori: troppe. Troppe per un Terminal che non ha mai visto l’ombra di un reale sviluppo e che nell’unica realtà esistente non può più sopportare il peso degli errori commessi da tutti, con la miopia di chi metteva “toppe” per puntellare una struttura che non stava più in piedi in attesa di un miracolo che non si è materializzato. Cominciando dalla Mct che lo ha “sovradimensionato”, assumendo per non saper licenziare. Lasciando al gruppo, nostra forza è debolezza, l’opzione di decidere senza veto le sorti di Gioia Tauro. Agendo a proprio piacimento su tutti i fronti economici e sociali senza ostacolo incontrare, forte dell’onnipotenza del triste monopolio locale, a sua volta “assorbito” da altro monopolio di Msc con le conseguenze a tutti noi note. Nulla da commentare alla realtà politica dei Governi di destra e di sinistra, regionali e nazionali, che terminate le passerelle o l’occasione per un minimo di popolarità, negli anni non hanno mai dato seguito alle infinite promesse fatte. Qualsiasi commento risulta superfluo di fronte alla drammatica evidenza dei fatti. Una su tutte: la Zes. Una barzelletta senza fine nuovamente di moda, quasi come il Ponte sullo Stretto… E nessuno si esima dal coinvolgere le organizzazioni sindacali, che vivendo da falsi protagonisti in una alternanza di apparente potere, hanno assistito, appoggiando o contrastando o provato a fare entrambi le cose, l’evolversi della crisi senza incidere e senza trovare soluzioni, ammesso ce ne fossero, per scongiurare un epilogo per nulla scontato. E si, scontato proprio per nulla..!! Cosa potrebbe o meglio dovrebbe succedere adesso..? Il Governo investe su Gioia Tauro. Questa si è una novità storica. Lo ha detto, si è impegnato, lo ha firmato. L’alibi dei “terroncelli” che perdono l’opportunità non c’è più. Adesso lo deve fare tanto il governo nazionale quanto quello regionale. Ci sarà da ridere. Non si tratta di finanziare il “mose”, neanche un nuovo valico con la Francia, e neanche l’alta velocità a Belluno , si deve investire nel profondo sud, a Gioia Tauro. Roba da matti..! Bisogna farlo perché c’è scritto, e c’è scritto che oltre a “ricollocare” al lavoro previa formazione (un giorno ci saranno anche i soldi della precedente edizione) i 400 (o giù di lì) “ex Mct”, bisogna creare nuove centinaia di posto di lavoro. Centinaia..!! Sogno o son desto..? Sembra di vedere un film già visto. Ma stavolta non dipende dall’imprenditore fantasioso americano, no..! Stavolta dipende solo dai nostri politici. Ed allora dico a me stesso e a tutti gli attori citati e non: facciamo tesoro degli errori commessi e interveniamo subito per ottenere ciò che ci spetta. Azienda, lavoratori, autorità portuale, sindacati, politici di ogni colore, giornalisti e giornalai, tutti assieme coloro che hanno a cuore il bene della nostra terra e delle nostre famiglie, per il nostro bene e per il futuro dei nostri figli stiamo pronti a difendere i nostri diritti. Perché in positivo vogliamo e dobbiamo pensare. Adesso si può, è nostro dovere trasformare una potenziale tragedia sociale in una imperdibile occasione di sviluppo. Senza diversi colori o bandiere, per il rispetto della nostra terra e della nostra dignità di Calabresi, adesso si comincia..! Forza colleghi, forza ragazzi..!!!

Giuseppe Surace