Polizia penitenziaria salva 2 detenuti che tentavano di suicidarsi impiccandosi nei carceri di Reggio Calabria e Trieste

Dalla Calabria Arghillà e da Trieste carcere, ennesimo extremis salvatagglio da suicidio di un detenuto per tentativo di impiccamento, come sempre a salvarlo ci sono solo loro pochi uomini e donne ma sempre onnipresenti, sono gli “angeli silenzioni della polizia penitenziaria

carcere“Domenica 27.11.2016 i fatti sarebbero accaduti verso le 13,50 circa di domenica 27 novembre 2016 in uno dei Penitenziari d’Italia ed a seguire in quello di Trieste , si è quello dell’estremo sud del Tacco, collocato sulla punta dello stivale, nella città di Reggio Calabria n. c. Arghillà da tre anni aperto raggruppa 330 detenuti e solo 110 uomini e donne, di servizio la domenica festività settimanale solo 11 agenti di cui 3 donne sono in totale le unità sotto il comando operativo di una Ispettrice Capo Ferrara Maria del Corpo della Polizia Penitenziaria di sorveglianza generale, uomini e donne preparati a tutto, anche agli eventi e le criticità improvvise come accaduto oggi, ma le sanno gestire, affrontare e risolvere,ma anche in alto dello Stivale a TRIESTE una scienza di quasi pari sequenza”. Lo afferma in una nota Domenico Mastrulli, Segretario generale nazionale Cosp.

“L’agente di Polizia Saverio Serra Assistente , comandato di sezione, si fa un ennesimo giro nel reparto detentivo dove sono ubicati oltre 104 detenuti, ma lui è da solo, contemporaneamente altri reclusi fruiscono dell’ora d’aria, si affaccia allo spioncino ferroso e gelido stretto della cella, non vede al momento il quarto dei detenuti rimasto inspiegabilmente da solo in cella mentre i primi n tre fuori cella per godere dell’aria, vede i piedi penzoloni, immediatamente scevro dal pericolo, professionale e fulmineo, apre la cella, mette in sicurezza il reparto, si infila e sotto lo sguardo atterrito un uomo di giovane età affiora agli occhi increduli del poliziotto e li dinanzi di lui con un laccio si è appena legato le estremità alle sbarre della finestra della stessa cella , lasciandosi penzolare. Non ha esitazione alcuna, Immediate le grida del poliziotto verso la finestra che affaccia sul cortile passeggio, attira la sua attenzione , chiede aiuto e rinforzi, lui intanto solleva di peso il suicida, giungono sotto il comando della sorveglianza generale, tempestiva, immediata, la Coordinatrice del Reparto con i suoi pochi uomini a disposizione nel turno, aiutando il malcapitato e prestando immediato soccorso”.

“Sul posto,sopraggiungono anche medici e infermieri chiamati dall’ispettrice che praticano le prime cure del caso al malcapitato presso l’infermeria del carcere, giù un respiro, il loro viso , affannati dalla corsa ,appare quello degli agenti inizia a prendere colore e arrossirsi, si, c’è l’abbiamo fatta, anche oggi abbiamo salvato una vita umana da sicura morte…. COSP. Sono loro gli angeli azzurri silenziosi della polizia penitenziaria, sono loro, si, proprio loro, uomini e donne che lo stato dimentica da anni senza rinnovo di contratto e senza aumenti con una paga mensile di solo 1. 300,00 euro, sono loro i professionisti di stato, sono donne e uomini al servizio del paese di quel paese che rinnega il carcere ma apprezza la loro prontezza di riflessi e la loro dignità di Operatori della Sicurezza. Cosp, solidarietà vicinanza e congratulazioni ai due Reparto, della Polizia Penitenziaria, al Comandante pro tempore ispettore capo Ferrara e all’assistente di polizia penitenziaria ed a quanti intervenuti, hanno , anche oggi, evitato il dramma della morte a chi, in custodia nelle prigioni fantastica, nella disperazione, con la morte”.