‘Ndrangheta, il vescovo di Locri rifiuta donazione sospetta

‘Ndrangheta, il vescovo di Locri rifiuta donazione sospetta: è giusto che la Chiesa mostri distacco da tutto ciò che può influenzare o condizionare negativamente

vescovo_ufficiale“Nel nostro servizio noi siamo sempre nelle mani del Signore, è Lui che ci accompagna, non ho nessun timore. Non credo di aver fatto poi chissà che cosa. E’ un cammino che vogliamo fare nella nostra Chiesa, di attenzione al territorio, di attenzione un po’ a tutto ciò che ci sta attorno. E’ giusto che la Chiesa mostri distacco da tutto ciò che può influenzare o condizionare negativamente. Il nostro è un territorio tutto particolare, un territorio difficile, un territorio dove non si è ben collegati e quindi un territorio dove sappiamo che la malavita è molto organizzata“. Lo ha detto in un’intervista alla Radio Vaticana il vescovo di Locri Francesco Oliva, che ha rifiutato un’offerta generosa per la riparazione del tetto della chiesa di Bovalino perché quei soldi erano di dubbia provenienza, forse legati alla ‘ndrangheta. Poi i soldi sono arrivati lo stesso, grazie al contributo dell’otto per mille e alla generosità dei fedeli. Secondo Oliva “quello che più dobbiamo combattere è una mentalità mafiosa che circola un po’ ovunque. Non è un fenomeno di oggi, è fenomeno che ha radici culturali che risalgono molto indietro nel tempo. Inoltre si tratta di un fenomeno che è radicato in questa terra e legato anche a una situazione sociale anche di povertà. E’ un territorio che rimane un po’ ai margini”. ”Conseguenze per la comunità? Non vorrei temere nulla, vorrei semplicemente sperare – prosegue – che questo sia un segno che possa portare tutti ad avere sempre maggiore attenzione anche su una semplice donazione. Infatti se c’è il dubbio che possa essere equivoca, allora è giusto che il sacerdote o la chiesa destinataria si interroghino prima. Anche perché Papa Francesco è un esempio per tutti noi e ha dato un insegnamento molto importante: cioè, la Chiesa non accetta denari che hanno il minimo sospetto di essere denari sporchi”. “Il gesto non è stato da me imposto, è stato un gesto che è venuto su valutazione da parte del parroco e del consiglio Affari economici della parrocchia. Hanno condiviso questa scelta, non è una scelta che ho imposto dall’alto. E’ una scelta che è stata valutata dal Consiglio affari economici della parrocchia unitamente al loro parroco”, conclude il vescovo.