‘Ndrangheta, il figlio del boss Mancuso a Klaus Davi: “mio padre si trova in Francia ma non è latitante, non è ricercato, è solo irreperibile” [VIDEO]

klaus daviEmanuele Mancuso, figlio di Pantaleone Mancuso, alias L’Ingegnere, ritenuto esponente di spicco dell’omonima cosca di Limbadi (VV), condannato per associazione mafiosa, nel corso di una intervista telefonica, rilasciata al massmediologo Klaus Davi per il programma di LaC “Gli Intoccabili”, online a questo link, dichiara mendaci le informazioni riportate da alcuni giornali secondo cui “l’irreperibilità (del padre ndr.) è dovuta alle successive dichiarazioni dei collaboratori. Il punto è che gli archi temporali sono sbagliati, perché le collaborazioni sono successive di oltre… quella di Mantella di oltre due anni, quella di Moscato di un anno, ma Moscato non dice nulla. E Mantella pure non dice nulla, riguardo a mio padre almeno”. Alla domanda di Davi nella quale il massmediologo ha chiesto le ragioni dell’irreperibilità de L’Ingegnere, il giovane Mancuso ha risposto: “No, no, è irreperibilità. C’è una notifica che è pendente del tribunale di sorveglianza, riguardante la libertà vigilata. Dopo che ha scontato cinque anni di misura di prevenzione il carcere per l’operazione Dynasty, dove è stato condannato al minimo della pena, tre anni e due, tre anni e tre, ora non ricordo… è uscito per buona condotta quindi era libero. – prosegue Mancuso –  La sorveglianza e la vigilanza sono stati in due periodi totalmente differenti. A distanza di un anno lui è stato libero. Quando sono venuti per la notifica lui non c’era perché era già andato in Francia, non lo so di preciso. Ecco qua, Però non è latitante” e ha poi aggiunto: “Non sono preoccupato perché è lui che doveva farsi sentire non io, sono io il figlio. Non è un malato di tumore che ha bisogno di cure se no andava in ospedale .Se aveva bisogno di qualcosa si sarebbe fatto sentire”.