‘Ndrangheta, arresti Condello. Gli investigatori: “Villa San Giovanni era cosa loro”

operazione-sansone-17Villa San Giovanni era totalmente ‘cosa loro’: dagli interventi sulla A/3, ai tentativi di estorsione per i lavori per la realizzazione degli uffici del Circondario marittimo ed alla ristrutturazione del lido di contrada San Grioli. Stessi nomi e cognomi che ricorrono continuamente nelle inchieste piu’ importanti contro la ‘ndrangheta degli ultimi trent’anni, Imerti, Condello, Zito, Bertuca, Buda, Garonfolo e De Stefano“. Lo hanno riferito gli investigatori che hanno condotto le indagini che hanno portato all’operazione “Sansone”. I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinati dal Procuratore distrettuale Federico Cafiero de Raho, hanno infatti ricostruito con l’operazione ‘Sansone’ “almeno venti episodi di estorsione ai danni di acquiescenti imprenditori, pronti a mettersi a posto con la ‘ndrangheta – hanno detto gli inquirenti – anziche’ denunciare le intimidazioni“. “Solo in un caso, dopo il tentativo di estorcere la tangente per lavori di manutenzione degli uffici del Circondario marittimo per un valore di 634 mila euro – ha rilevato Cafiero de Raho - i dipendenti intimiditi hanno denunciato l’accaduto. La conseguenza e’ stata che l’estorsione e’ venuta meno ed i lavori sono stati eseguiti completamente, segno questo che lo Stato, ove mai fosse necessario ribadirlo, ha mostrato il suo volto legalitario, salvaguardando il lavoro e la realizzazione dell’opera“. Nel corso della conferenza stampa svoltasi al comando provinciale dei carabinieri per illustrare l’operazione che ha portato al fermo di 26 persone, tutte accusate di associazione mafiosa, estorsione, violenza privata e minacce, sono intervenuti il gen. Giuseppe Governale, comandante del Ros; il col. Alessandro Scafuri, comandante provinciale dei carabinieri; il col. Daniele Galimberti, comandante del primo Reparto operativo del Ros; il ten.col. Vincenzo Franzese, comandante del Reparto operativo di Reggio Calabria, e il comandante del Ros di Reggio, maggiore Leandro Piccoli. “A Villa San Giovanni – ha detto il generale Governale – bastava ormai fare il nome giusto perche’ le cose andassero nel modo in cui volevano le cosche. Una citta’ posta sotto il giogo mafioso che siamo riusciti a liberare“.