Nasce anche a Reggio Calabria il comitato “Democratici per il No”

democraticiLa costituzione è avvenuta dopo le diverse prese di posizione del popolo del centrosinistra reggino: tra militanti storici, giovani e dirigenti che non hanno digerito le ragioni della riforma costituzionale Boschi-Renzi e che sono pronti a dare battaglia fino al 4 Dicembre per sostenere le ragioni del No. Alla riunione costitutiva hanno partecipato un gruppo di iscritti, militanti ed elettori del Pd e del centrosinistra, tra cui il deputato ed esponente nazionale della Sinistra PD Nico Stumpo. A guidare i Democratici per il No, è un noto imprenditore reggino iscritto al PD Seby Vadalà, accompagnato da un nutrito gruppo di militanti e dirigenti del Partito Democratico e dai diversi rappresentanti delle associazioni e della società civile. Diversi sono i fondatori del comitato tra cui, la giornalista Anna Briante, l’avvocato Filippo Morabito, il medico Rossella Morabito, il direttore di associazione di categoria  Antonio Tropea,  la studentessa universitaria Antonia Alampi, il perito tecnico Pietro Fotia, l’insegnante Enzo Crucitti. «Sono sempre di più gli elettori del Pd e del centrosinistra che», ha spiegato il Coordinatore Seby Vadalà , «stanno manifestando l’intenzione di votare No. Pensiamo sia giusto rappresentare e sostenere le loro argomentazioni – prosegue il bersaniano Vadalà – con l’obiettivo di promuovere, nei giorni che ci separano dal voto, occasioni di confronto coinvolgendo singoli cittadini, associazioni, organizzazioni che hanno già mostrato o che mostreranno l’intenzione di sostenere la campagna a favore del No». Il popolo chiede più rappresentatività – affermano i Democratici per il No – non la riduzione della democrazia in salsa populista e demagogica, la riforma del senato è un vero e proprio pastrocchio ed i tagli ai costi della politica sono irrisori. Infine, concludono i riformisti Pd: “abbiamo perso una fetta consistente di elettori ed iscritti storici della sinistra, questo comitato servirà ad aggregare tutte queste forze per poi pensare dopo il 4 dicembre a ricostruire il Partito Democratico a tutti i livelli”.