Messina, “il processo di stabilizzazione dei precari non va interrotto”: Cisl Fp e Csa chiedono l’impegno della giunta Accorinti

Cisl-Sicilia“La questione dei precari del Comune di Messina assume sempre più i toni foschi del fallimento».  A sostenerlo sono la Cisl Funzione Pubblica e il CSA dopo l’incontro tenutosi a Palazzo Zanca tra il il sindacato e l’Amministrazione comunale rappresentata dal direttore generale Le Donne e l’assessore Eller. Per i sindacati non si possono ritardare i percorsi intrapresi lo scorso anno e che hanno portato alla stabilizzazione già di 98 lavoratori che oggi sono titolari di contratto a tempo indeterminato a 16 ore ma in attesa, «che non può essere troppo lunga», di una ricontrattualizzazione «proprio per dare fede all’impegno assunto, senza trincerarsi in pareri ne obbligatori ne necessari». «Gli stringenti vincoli normativi, i continui limiti finanziari e una normativa contraddittoria – affermano i rappresentanti di Cisl Fp Saro Contestabile e Piero Allegra e del Csa Piero Fotia e Carlo Abbate - impediscono l’utilizzo di gran parte delle risorse assunzionali derivanti dai pensionamenti, non consentendo la trasformazione della condizione di lavoratore precario in una più  dignitosa di lavoratore stabilizzato».  In merito alla prosecuzione del percorso di stabilizzazione delle categorie C e D i rappresentanti sindacali hanno evidenziato come «non possiamo correre rischi e accumulare ritardi, soprattutto perché si è di fronte ad una normativa incerta e poco chiara che, esperienza insegna, potrebbe portare ed una ulteriore perdita di risorse assunzionali. Peraltro la stessa Regione Sicilia, mutuando la normativa nazionale, fissa al 31 dicembre 2016 la possibilità di utilizzo delle risorse disponibili per i processi di stabilizzazione, sapendo che per disponibili si intendo le risorse assunzionali come calcolate per legge». Cisl e Csa non intendono illudere la vasta platea dei precari e ritengono che sia estremamente importante procedere alla pubblicazione dei bandi con la clausola che, se nel frattempo o successivamente alla stabilizzazione dei precari da portare a termine entro il 29 dicembre, si utilizzeranno le maggiori risorse economiche relative ad eventuali norme di maggiore favore nel frattempo emanate. «Chiaramente – sottolineano –  l’impegno dell’amministrazione deve essere quello di prevedere nei bilanci previsionale e pluriennale le relative risorse. Ipotizzare da subito di impegnare altre risorse, specificatamente riservate agli eventuali esuberi dei dipendenti della Provincia. appare ad oggiuna posizione demagogica messa in campo da chi ritiene di dovere aspettare tempi migliori per chiudere questa ultraventennale vertenza».  La Funzione Pubblica della Cisl e il Csa ritengono insufficiente la previsione, nel bando, di una stabilizzazione a 11 ore, così come a 16 ore con cui si è proceduto alla stabilizzazione di 97 unità lo scorso 31 dicembre. Bisogna trovare le coperture economiche per ricontrattualizzare i precari come previsto nei piani adottati dalla Giunta, ovvero a 21 ore procedendo analogamente, già nei primi mesi del 2017, per quelli stabilizzati al 29 dicembre del presente anno. Vogliamo, però, anche una risposta politica da parte della Giunta Accorinti, per non interrompere i percorsi intrapresi ma soprattutto per ricercare, insieme, le soluzioni possibili e percorribili perché si migliori lo status economico di questi lavoratori».