Messina: arrivano notizie positive per gli oltre 200 mila addetti dell’industria turistica italiana

ccnl-turismo-confindustriaA 19 mesi esatti di distanza dallo sciopero nazionale unitario del 15 aprile 2015, in cui scesero in piazza con una storica manifestazione a Taormina (come a Roma e Milano) i lavoratori, arrivano notizie positive per gli oltre 200 mila addetti dell’industria turistica italiana alle dipendenze delle grandi catene alberghiere e dei tour operator. L’opportunità concreta è quella di riflessi positivi in Sicilia e nel primo polo turistico siciliano Taormina. A 42 mesi dalla scadenza, dopo diverse iniziative di mobilitazione e sciopero, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs hanno infatti siglato l’accordo di rinnovo del contratto nazionale di lavoro con le associazioni imprenditoriali del comparto Federturismo e Aica Confindustria Alberghi. L’intesa, valida fino al 31 gennaio 2018, interviene sul trattamento economico stabilendo un aumento economico medio di 88 euro a regime suddiviso in tre tranche, a partire dalla retribuzione del mese di novembre 2016 con 48 euro, ulteriori 28 euro ad agosto 2017 e 12 euro a gennaio 2018 per il personale alle dipendenze delle grandi catene alberghiere, dei pubblici esercizi, delle aziende turistiche all’aria aperta, delle strutture portuali, degli stabilimenti balneari e dei parchi; di 38 euro a novembre 2016, 40 euro a novembre 2017 e 10 euro a gennaio 2018 la cadenza delle tranche per il personale dipendente dei tour operator.

“L’accordo sottoscritto nelle scorse ore – sottolinea Pancrazio Di Leo, segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl Sicilia – è una notizia di indubbia importanza sia per i lavoratori del comparto alberghiero che per quelli del commercio e della ristorazione, per un intero settore che ha dovuto attendere per 42 lunghissimi mesi questa intesa. La Fisascat Cisl Sicilia esprime forte soddisfazione, nella persona del segretario generale regionale della Fisascat Cisl  Sicilia Mimma Calabrò, del segretario regionale aggiunto Pancrazio Di Leo e della segretaria Venera Carasi. Abbiamo seguito la trattativa in tutto questo tempo e ci sono voluti tre anni e mezzo per arrivare ad una svolta. Sono stati 42 mesi di trattative, manifestazioni e scioperi, sino a questo accordo risolutivo per il quale un particolare ringraziamento va al nostro indimenticato amico Giovanni Pirulli, scomparso di recente che con grandi sacrifici aveva lottato a difesa dei lavoratori nel settore turismo. Ed è grazie anche al suo lavoro, che le organizzazioni a livello nazionali sono riuscite a chiudere questo accordo delle scorse ore. Adesso però occorre dare continuità e concretezza a tale passaggio e attuare fattivamente, nell’ambito delle dinamiche locali di territori strategici come la zona ionica e Taormina in primis, tutte quelle iniziative indispensabili e inderogabili per allungare la stagione. Lo chiediamo da tempo e ribadiamo con forza questa nostra richiesta”.

Il nuovo contratto nazionale ha aggiornato anche le tabelle economiche del lavoro extra e di surroga, mantenendo e conservando inoltre le previsioni normative del precedente Ccnl sull’organizzazione del lavoro, sui permessi, sul trattamento economico della malattia e sugli automatismi contrattuali riferiti agli scatti di anzianità, contemplando il rafforzamento della contrattazione di secondo livello territoriale ed aziendale attraverso l’aggiornamento dell’elemento economico di garanzia fino a 186 euro, e il potenziamento della bilateralità di settore e del welfare contrattuale riferito all’assistenza sanitaria integrativa.  Sul mercato del lavoro l’intesa stabilisce il tetto massimo del 20% sul ricorso al lavoro a tempo determinato e del 18% per il contratto di somministrazione a tempo determinato. Per le organizzazioni sindacali nazionali di categoria si tratta di un risultato importante che premia la tenacia e la responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori, dei delegati e delle federazioni sindacali territoriali. “Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno espresso soddisfazione per un risultato negoziale non scontato, ottenuto con fatica e grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e lavoratori, che saranno ora chiamati ad esprimersi nel merito della sintesi raggiunta nelle assemblee di consultazione che si terranno nelle prossime settimane nei luoghi di lavoro”. In sostanza, si tratta di un ulteriore importante passo verso la “normalizzazione” di un settore che ha vissuto una stagione difficile e inedita da un punto di vista della contrattazione nazionale. Le tre sigle auspicano infine “che questo rinnovo possa rappresentare un precedente – che si aggiunge al rinnovo siglato nel 2014 con le associazioni imprenditoriali Federalberghi e Faita Confcommercio – utile ad invertire una pericolosa tendenza in uno dei più importanti e strategici settori della nostra economia, il turismo, che vede ancora interi comparti, a partire da quello dei pubblici esercizi, privi di un contratto collettivo nazionale di lavoro”.