Lo “scollegamento” degli operatori di gioco lecito

poker-gioco-online-casino-azzardo-scommesse-225338Come se non bastasse tutto ciò che succede nel mondo del gioco d’azzardo, molte persone si chiedono anche cosa sono i casino online, nonostante ognuno dica la sua sugli argomenti importanti che il settore mette sempre in mostra, esiste anche una sorta di “scollegamento” tra gli stessi operatori come se ognuno guardi sempre e solo al proprio “orticello” e mai al “grosso giardino incolto” che il settore ricomprende. Gli interessi, quindi, degli operatori potrebbero anche non essere amalgamati ed allineati e questo probabilmente rappresenta una questione problematica. Gli operatori risultano davvero essere “scollegati” e questo si potrebbe anche far risalire alla competitività, ma potrebbe anche essere una mera questione di principio.
Io operatore, voglio X, ma anche un mio acerrimo concorrente vuole X, quindi io voglio Y per essere superiore ed avere “un’argomentazione ulteriore da spendere con i miei utenti”. Oppure, nel momento in cui si è chiesto agli operatori un parere sui requisiti di auto-limitazione, oppure sui criteri anti frode, il dibattito o la scollatura interna li ha portati così lontano che il risultato ottenuto è stato ritenuto praticamente inutilizzabile. E questo si ritiene possa essere la cosa peggiore per un settore: non sentire la voce univoca e non avere gli stessi obbiettivi. Se gli obbiettivi non sono uguali per l’intero settore proprio ora dove si sta decidendo (forse) la sua riforma e la sua ridistribuzione sul territorio, quando mai vi saranno intenti comuni da portare avanti contro tutti i detrattori del gioco?
Se fino ad ora gli operatori non si sono resi conto che se non mettono sul tavolo intenti ed obbiettivi comuni non arriveranno a “far sentire la loro voce” e tutte le loro richieste rimarranno inascoltate o peggio non considerate quando si dovranno prendere le decisioni definitive. Si spera che questo venga capito e sopratutto che venga capito che dovrebbe essere una “voce univoca” a confrontarsi con il regolatore altrimenti sarebbero proprio parole, richieste e riflessioni “gettate al vento” senza alcun riscontro.
Si spera anche che le cose stiano migliorando per i regolatori che, abituati ad un modello relazionale uno a uno “tipico dell’industria della lotteria degli scorsi anni”, ora si stanno adattando ad un altro tipo di dialogo: uno (regolatore) a molti (operatori). Dialogo ovviamente diverso dal passato, ma che deve arrivare ai risultati che servono a tutti e che devono essere sopratutto perseguibili. In realtà ora le parti si stanno incontrando e quindi si spera in una comunicazione trasparente, ma sopratutto costruttiva, con l’industria del gioco. In realtà gli operatori sono piuttosto inclini a vedere i regolatori come “esseri umani” e non come “macchine burocratiche” senza sensazioni e stanno anche cercando di superare le loro questioni di competizione e di trovare un “rapporto tra di loro” che non comprenda quella forma di “scollegamento” di cui si è parlato e che ha procurato solo “danni” e non certamente “risultati”.
Bisogna anche dire che gli operatori sono “proprietari” di una opportunità: quella di usare le loro risorse, le loro esperienze e la loro abilità per aiutare i regolatori invece che continuare ad opporvisi e riempire quei vuoti normativi che i regolatori non possono certamente riempire da soli.