La Provincia di Cosenza aderisce alla IV “Marcia per l’Amnistia, la Giustizia, la Libertà”

La Provincia di Cosenza aderisce alla IV “Marcia per l’Amnistia, la Giustizia, la Libertà”, Di Natale: « condivido le valutazioni e le finalità dell’appello»

marcia-amnistia-2005_med_hr-2La Provincia di Cosenza aderisce alla IV “Marcia per l’Amnistia, la Giustizia, la Libertà” intitolata a Marco Pannella e Papa Francesco, organizzata per il 6 novembre a Roma dal Partito Radicale Transnazionale Nonviolento e Transpartito, in occasione del Giubileo dei Carcerati. La decisione è stata formalizzata con lettera del Presidente della Provincia, Avv. Graziano Di Natale, che a nome dell’Ente e anche suo personale ha dichiarato di condividere « le valutazioni e le finalità dell’appello, compresa la necessità di adottare un provvedimento di amnistia per far fronte alle drammatiche condizioni in cui versano la giustizia e le carceri nel nostro Paese». Si tratta di una delle più grandi questioni sociali in Italia, ripetutamente condannata da parte delle Corti di Giustizia europea e internazionali per violazione dei diritti umani fondamentali. Una situazione che per il Presidente della Provincia non può essere ignorata, chiudendo gli occhi sulla realtà delle nostre carceri, ma che va affrontata con la consapevolezza dell’urgenza di una riforma della giustizia che abbia come punto di partenza proprio la risoluzione del sovraffollamento delle carceri e della mancanza di mezzi e personale nei tribunali e nella Polizia penitenziaria; e l’introduzione di un percorso, all’interno dei penitenziari, indirizzato al recupero e all’integrazione delle persone detenute.

La situazione delle carceri in Italia è gravissima e ne sono prova i numerosi suicidi che troppo spesso leggiamo nelle pagine di cronaca dei quotidiani o ascoltiamo dai telegiornali: «una riflessione questa – ha concluso Di Natale –  che la “Marcia per l’Amnistia, la Giustizia, la Libertà” ha il merito di rendere pubblica, interrogando la coscienza di tutti i cittadini ma soprattutto chiamando le Istituzioni al rispetto dei nostri principi costituzionali a difesa e garanzia della dignità della persona».