Incendio asilo di Santa Venere, Mauro: “serve reazione decisa, non perdiamo la capacità di indignarci”

Sull’incendio dell’asilo di Santa Venere si esprime il nuovo vicesindaco metropolitano Mauro il quale dichiara che è necessaria una reazione decisa

scuola-santa-venere-bruciata-1«Serve una reazione decisa. La città non deve perdere la capacità di indignarsi. Quello che è avvenuto all’asilo di Santa Venere è un fatto gravissimo. Non possiamo rischiare che questi atti siano percepiti in maniera subalterna o che diventino quasi una routine. La Città deve avere il coraggio di ribellarsi contro chi vorrebbe tenere sotto scacco la nostra comunità». E’ quanto dichiara in una nota il Vicesindaco della Città Metropolitana Riccardo Mauro commentando il rogo all’asilo di Santa Venere, piccola frazione collinare della zona sud di Reggio Calabria. «Da cittadino prima ancora che da rappresentante delle istituzioni – ha aggiunto Mauro – sono molto preoccupato. Ciò che è avvenuto a Santa Venere non può essere percepito come un fatto normale. Reggio deve ribellarsi, deve far sentire forte la sua voce contro l’ennesimo vergognoso episodio che avviene sul nostro territorio. Solo pochi giorni fa è stato vandalizzato l’asilo di Archi, qualche settimana fa il tentato incendio al Parco Botteghelle, oggi riaperto e intitolato alla memoria di Federica Cacozza. In pochissimo tempo sono stati attaccati tre luoghi destinati ai bambini. Ed ancora torna in mente l’incendio all’isola ecologica di Arghillà, l’incendio alla struttura sportiva del viale Messina. E poi le tante lettere minatorie ricevute, l’auto di un’assessore data alle fiamme, il portone di via Osanna del Palazzo Municipale bruciato». «Sono fermamente convinto che i reggini facciano benissimo a criticare l’amministrazione per i molti problemi che esistono in città. Lo diciamo spesso anche quando ci rechiamo nei plessi scolastici a parlare con i più piccoli: dobbiamo pretendere dalle istituzioni quello che ci spetta e cioè una pulizia delle strade adeguata, un manto stradale degno di questo nome e tutti gli altri servizi che dobbiamo garantire e che, purtroppo, non sono sempre all’altezza. Tuttavia ciò che mi preoccupa, da cittadino prima che da amministratore, è che non ci si indigni più per fatti come quello di Santa Venere. Sembrano essere diventati normali, spesso ci si limita a chiedere “le telecamere” ad ogni angolo di strada come se questo fosse la panacea di tutti i mali».

«Ciò che sta avvenendo non può passare sotto silenzio – ha aggiunto Mauro – il fatto che qualcuno tenti di interrompere questo percorso, ricorrendo alla violenza, ci fa comprendere che sul fronte della legalità abbiamo intrapreso la strada giusta. Ma per proseguire su questi obiettivi occorre il supporto di tutta la città, di tutti i reggini onesti che devono continuare ad indignarsi giustamente nel caso di lacune nei servizi comunali, ma che devono tornare a farlo anche per fatti come questi e contro il regime di degrado morale che vorrebbero imporre pochi vigliacchi che agiscono nell’ombra». «Vorrei che questi fatti generassero, soprattutto nel mondo dell’associazionismo, nell’intera comunità dei reggini, la giusta indignazione. Non parlo di fiaccolate, di cortei e di frasi di circostanza che probabilmente lasciano spesso il tempo che trovano, ma non possiamo più chinare la testa o girarci dall’altra parte, non possiamo immaginare che l’unico deterrente contro questi atti sia disseminare la città di telecamere. Rimango dell’idea che non esistono migliori telecamere che gli occhi di noi cittadini. Dobbiamo essere noi i primi difensori del nostro patrimonio comune. Chi compie questi gesti deve essere ricoperto di vergogna».