In Calabria si stima che circa 30 mila persone soffrono di malattie delle valvole cardiache

cuoreQuando si parla di malattie delle valvole cardiache, le idee sono confuse. Secondo una ricerca condotta da Opinion Matters su un campione rappresentativo di circa 9 mila over 60 provenienti da 9 Paesi europei (1.000 dall’Italia), solo 5 italiani su 100 sanno che cosa sia, ad esempio, la stenosi aortica (il restringimento del lume della valvola, che impedisce il corretto flusso del sangue dal cuore all’aorta). Eppure queste patologie sono molto più comuni di quanto si possa pensare: “Stimiamo che in Calabria, ad esempio, ne possano soffrire oltre 30 mila persone, 6 mila delle quali nella sola provincia di Catanzaro“, spiega Ciro Indolfi, direttore Uoc Cardiologia emodinamica dell’azienda ospedaliero-universitaria Mater Domini di Catanzaro. Indolfi ha organizzato nella sede del campus universitario, in collaborazione con Senior Italia Federanziani e Cuore Italia-Heart Valve Voice, il convegno ‘Malattie delle valvole cardiache: dalla diagnosi precoce alla cura efficace’. Oltre a non conoscere queste malattie e i loro sintomi, le persone non sembrano neanche esserne particolarmente interessate o preoccupate, nonostante le forme più gravi possano portare a morte nel giro di 2-3 anni dall’inizio dei sintomi. Infatti, solo 2 connazionali su 100   pensano che siano malattie di cui preoccuparsi. Tumori e morbo di Alzheimer sono veri spauracchi, ma gli italiani temono, nell’ordine, ictus, infarto, diabete, artrosi e malattie respiratorie più dei disturbi alle valvole cardiache.  ”Ciò accade, forse, perché le malattie delle valvole cardiache colpiscono persone soprattutto anziane, che però spesso sono ancora nel pieno dell’attività e la cui qualità di vita viene gravemente compromessa“, dice Indolfi. Ma queste malattie “oggi si possono individuare agevolmente, diagnosticare e soprattutto curare“, assicura. “La prima diagnosi è abbastanza semplice: basta auscultare il cuore con un fonendoscopio per ascoltare il caratteristico ‘soffio’, che di solito è la prima indicazione di un disturbo a una valvola cardiaca. Successivamente, per conferma, si eseguono un elettrocardiogramma e soprattutto un ecocardiogramma“. Se diagnosticate tempestivamente, le malattie delle valvole cardiache possono essere curate e, con le cure adeguate quali un intervento cardiochirurgico o una procedura di cardiologia interventistica, si può riacquistare una buona qualità di vita e soprattutto allungare la durata della vita. “Una valvola aortica cardiaca danneggiata può essere sostituita oggi con un intervento percutaneo senza l’utilizzo del bisturi, detto Tavi. Con l’avanzamento dei materiali e l’aumentata esperienza, oggi numerosi studi dimostrano che la Tavi rappresenta la tecnica di scelta ovviamente per i pazienti inoperabili, per i pazienti ad alto rischio chirurgico e anche nei pazienti a rischio intermedio”, prosegue l’esperto. Cuore Italia-Heart Valve Voice (www.cuoreitalia.org), associazione con sede a Roma che aderisce all’omonima rete europea Heart Valve Voice, nasce dalla collaborazione con Senior Italia Federanziani, per dare voce alle persone con malattie delle valvole cardiache, promuovere la loro diagnosi precoce e garantire un percorso di cura chiaro ed efficace, abbattendo i principali ostacoli per l’accesso alle terapie: dalla scarsa conoscenza della malattia agli esigui finanziamenti per le procedure di ricerca innovative. “Siamo convinti che le persone con disturbi alle valvole cardiache meritino le migliori cure, in particolare gli anziani. Il nostro obiettivo è cambiare la cura delle malattie delle valvole cardiache e aiutare le persone a condurre una vita qualitativamente migliore“, conclude Roberto Messina, presidente Cuore Italia-Heart Valve Voice.