Il SUL di Reggio Calabria aderisce alla mobilitazione del 19 novembre per l’Aeroporto dello Stretto

aeroporto dello strettoIl SUL di Reggio Calabria aderisce “alla mobilitazione del 19 novembre 2016 per l’Aeroporto dello Stretto e chiede ai propri militanti ed aderenti di partecipare in massa a questa iniziativa. La prospettiva della chiusura dell’Aeroporto si fa sempre più vicina. Il contributo mes-so a disposizione dalla Provincia serve a dare tempo per definire nuovi scenari che salvino l’Aeroporto, ma non può essere decisivo per le sorti di questo importante nodo trasportistico. Il SUL chiede che le istituzioni smettano di svicolare colpevolmente dal problema ed aiutino le aggregazioni di liberi cittadini ad ottenere la permanenza del servizio aereo nella città di Reggio e nello Stretto. Ed inoltre, Regione e Città Metropolitana devono esercitare tutto il peso politico che hanno per costringere a recedere Alitalia dai propositi di fuga dallo scalo reggino, anche chiedendo al Governo le opportune e legittime pressioni. Si deve definire con immediatezza la soluzione sulla gestione dell’Aeroporto. Al SUL interessa relativamente se ci si incammina verso una unica società regionale di gestione dei 3 aeroporti calabresi. Quale che sia la soluzione, chiediamo che si operi senza alcuna pregiudiziale territoriale, ossia che ogni aeroporto della Calabria abbia riconosciuta la propria funzione in relazione ai territori che può servire, alle proprie situazioni logistiche e strutturali, alle proprie vocazioni, al contesto economico, culturale, turistico nel quale ricade. Occorre però fare uno sforzo anche per qualificare e rendere appetibili gli scali cala-bresi. Ad esempio sarebbe una gran cosa (con costi molto limitati) se l’Aeroporto di Reggio avesse un servizio specifico per i disabili e sarebbe l’occasione, per la Regione Calabria, per riscattare l’ignominia di aver perduto finanziamenti destinati alle fasce più disagiate. E sarebbe anche l’occasione per ripristinare o utilizzare le strutture già esistenti, che sono costate soldi pubblici e che giacciono inutilizzate; valga per tutti l’esempio della stazione ferroviaria connessa all’Aeroporto Minniti. Il rischio di perdere un vettore fondamentale per quest’area deve spronarci tutti, istituzioni in testa a partire da quella regionale e da quella metropolitana, a ridefinire il complesso delle strutture di trasporto nella nostra Regione e nella città. Riparare alle inefficienze gravissime ed alle sottovalutazioni ataviche delle Ferrovie dello Stato, ridefinire e classificare i porti, immaginare nuove linee che colleghino, per dire, la Calabria alla Grecia sia via mare che per aereo è necessario per ogni ipotesi di rinascita di una economia che possa essere utile a trattenere i nostri giovani che stanno emigrando a frotte. Bisogna, però, che i cittadini si mobilitino e costringano tutti (Amministrazioni pubbliche, forze politiche e sociali, associazioni e movimenti) a sviluppare il massimo impegno a difesa dell’Aeroporto, della città e dei lavoratori”.