Il rilancio del sistema sanitario in Calabria punta sul contributo delle donne

sanitàUna ricognizione capillare della situazione della sanità regionale condotta sul territorio con il contributo delle associazioni di volontariato femminili: questa la proposta della Direzione Generale del Dipartimento Salute della Calabria, nella persona del Direttore Riccardo Fatarella, alla riunione con Europa Donna e le associazioni rappresentanti delle pazienti che si è tenuta oggi nella sede della Regione. “Il volontariato femminile in Calabria è molto presente e attivo e queste energie sono una risorsa preziosa per stimolare e velocizzare il processo di riorganizzazione della sanità regionale”, ha dichiarato Fatarella. “Deve essere un lavoro di squadra, e in questa squadra ci aspettiamo molto dalle donne, in termini di partecipazione e di orientamento. Per questo abbiamo voluto l’incontro di oggi con il Gruppo per la medicina di genere e le associazioni aderenti a Europa Donna, in continuità con il dialogo avviato nel convegno dello scorso 15 ottobre, in occasione della Giornata europea per la salute del seno”. “È questo un esempio importante di collaborazione tra Istituzioni e volontariato”, ha commentato Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia, “collaborazione che è un obiettivo primario del nostro impegno. L’ascolto delle donne e il coinvolgimento delle associazioni di volontariato sono garanzia per un servizio sempre più attento ai bisogni delle pazienti”. L’incontro di oggi è stata anche l’occasione per ribadire quelle che, in termini di prevenzione e cura del tumore al seno, per le donne calabresi sono le priorità: uno screening mammografico efficace e che raggiunga tutta la popolazione target; la presa in carico completa e continua della paziente dalla comunicazione della diagnosi fino al completamento del percorso di cura; la possibilità per tutte le donne calabresi di essere curate in un centro di senologia multidisciplinare, che garantisce elevati standard di assistenza con un incremento della guaribilità, scientificamente provato, del 18%. “Siamo convinte che la Calabria potrà raggiungere questi obiettivi” ha continuato D’Antona, “se, come speriamo, il dialogo e la collaborazione avviati oggi continueranno in modo sistematico”. Alle donne delle associazioni la Direzione Salute della Calabria chiede di essere partner in un programma condiviso che prevede due tappe. La prima per mettere a fuoco tutti i punti deboli del servizio sanitario e collaborare a rilanciare un’assistenza a misura di paziente. A questo scopo le Associazioni saranno dotate di un apposito questionario dove potranno inserire i dati relativi alla situazione del proprio territorio in merito a screening mammografico, centri di cura, tempi di attesa per le prestazioni, dotazioni tecnologiche ecc. La seconda sarà una campagna di informazione alle popolazione femminile della Calabria sull’importanza della partecipazione ai programmi di screening mammografico, per ricostruire il compromesso rapporto di fiducia tra le donne e il servizio sanitario regionale quale organismo in grado di garantire efficienza ed equità.