Il carpooling in Italia: il Politecnico di Milano presenta il primo studio sulla mobilità condivisa di lunga distanza

blablacar-3Dove e quanto si condivide l’auto in Italia? Lo rivela il primo studio a carattere geografico sul tema della mobilità condivisa di lunga distanza in cui è stato analizzato un campione di dati raccolto su BlaBlaCar, la principale piattaforma per i tragitti condivisi nel nostro Paese. Il carpooling in Italia: analisi dell’offerta è il report firmato dal Laboratorio di Politica dei Trasporti, TRASPOL, del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano: sarà presentato in un convegno giovedì 24 novembre, alle ore 9.30, presso l’Aula Beltrami (Piazza Leonardo da Vinci 32, Milano). I risultati del report saranno illustrati dai ricercatori Paolo Beria e Alberto Bertolin insieme a Andrea Saviane, country manager Italia di BlaBlaCar; alla presentazione seguirà una tavola rotonda cui interverranno Silvia Bollani, Altroconsumo; Massimo Ciuffini, Fondazione Sviluppo Sostenibile; e Andrea Debernardi, Studio META (Mobilità, Economia, Territorio, Ambiente) di Monza. L’ingresso al covegno è libero; è consigliata l’iscrizione a questo form.

«Il report tracciato dal Politecnico di Milano racconta un’Italia che sta imparando a non viaggiare da sola e che sta sviluppando un’importante consapevolezza sull’ottimizzazione delle risorse», commenta Andrea Saviane, country manager Italia di BlaBlaCar, che aggiunge: «Il convegno organizzato per il 24 novembre sarà un’ulteriore occasione di riflessione sul carpooling, una forma di mobilità considerata virtuosa dalle amministrazioni pubbliche di tutta Europa.»

«Il segmento della mobilità occasionale di lunga percorrenza è in assoluto il meno noto alle statistiche. Per comprenderne le dinamiche su scala nazionale, abbiamo studiato un campione di dati raccolto su BlaBlaCar: questo ci ha permesso di identificare il profilo dei conducenti, la penetrazione del servizio e le relazioni maggiormente servite, oltre a simulare la distribuzione degli utenti sulla rete stradale», spiega Paolo Beria del TRASPOL. Aggiunge Alberto Bertolin: «Il monitoraggio delle attività sulla piattaforma ci ha permesso anche di produrre cartografie dettagliate per descrivere l’ampiezza del fenomeno in relazione alle variabili spaziali e temporali.»

«A conclusione dell’indagine», continua Beblablacar-winter-biscuitsria, «si può affermare che ad oggi il fenomeno del carpooling in Italia ha assunto un discreto livello di importanza e diffusione, tanto da costituire una alternativa importante sulle distanze medio-lunghe. Questo avviene soprattutto dove meno efficace è l’offerta dei più classici modi di trasporto, il servizio ferroviario e delle autolinee in primis, oppure dove le tariffe sono più alte a causa della minor competizione. Inoltre, è molto importante il fenomeno della stagionalità: il carpooling non va semplicemente a sostituirsi ai modi tradizionali, ma li affianca nei momenti di maggior picco (ad esempio i fine settimana estivi) quando l’offerta tradizionale è satura e la vera alternativa sarebbe l’auto privata».

L’auto condivisa parte nel weekend

Dallo studio emergono anche informazioni demografiche sugli automobilisti che condividono i posti liberi a bordo delle loro auto: la community di BlaBlaCar è composta in modo omogeno da uomini e donne, ma a condividere i propri veicoli sono prevalentemente gli uomini, per la maggior parte di età compresa tra i 26 e i 35 anni. Per quanto riguarda gli aspetti prettamente legati al tipo di mobilità a cui si rivolge il servizio, si è notato che la quasi totalità dei conducenti monitorati (96%) ha postato in media al massimo un unico viaggio a settimana: questo indica che il carpooling è usato primariamente per compiere spostamenti occasionali. Un ulteriore 3% invece compie due viaggi a settimana e quindi questi spostamenti possono essere classificati come sistematici a cadenza settimanale. A questo secondo tipo di popolazione appartengono ad esempio i lavoratori o gli studenti fuorisede che approfittano del weekend per tornare nella propria città di origine per far visita ai famigliari o amici.

Un altro aspetto rilevante è legato alla distribuzione temporale delle partenze in relazione ai singoli giorni della settimana. Il venerdì vengono offerti tra il 60% ed il 70% di passaggi in più rispetto agli altri giorni della settimana: questo dato è un’ulteriore conferma di quanto indicato in precedenza in relazione al tipo di utilizzo che viene fatto del servizio, legato al soddisfacimento delle esigenze di quegli utenti che compiono spostamenti su distanze medio-lunghe di tipo occasionale od eventualmente sistematico su base settimanale.

Il carpooling è interurbano

Il report ha identificato le 20 tratte su cui viene offerto il maggior numero di viaggi su base settimanale: gli spostamenti più frequenti sono attratti o generati dai due poli di Milano e Roma, da cui le offerte di viaggio si concentrano, rispettivamente, nel Nord Italia e nel Centro e Sud Italia. Seguono i due poli di Firenze e Bologna che, anche in relazione alla loro collocazione geografica, presentano dei forti scambi sia con Milano che con Roma. Tra i casi più interessanti segnalati dal TRASPOL, quello della tratta Cagliari-Sassari su cui nel periodo monitorato sono stati offerti mediamente ben 114 passaggi a settimana. Tale dato è in parte spiegabile con la struttura dell’offerta di servizio pubblico presente sul territorio, dove i collegamenti ferroviari sono limitati sia quantitativamente e con tempi di viaggio lunghi; ne consegue quindi che il mezzo privato risulta una valida alternativa a quello pubblico, soprattutto in relazione alla flessibilità nell’orario di partenza.

La distanza media è di 300 km, ma con andamenti molto diversi: le grandi città, Milano in primo luogo, generano viaggi su aree molto ampie, mentre i capoluoghi di provincia presentano catchment area più limitate e polarizzate. Anche i pattern di distribuzione settimanale variano a seconda del luogo di origine. Il monitoraggio rivela come ci sia un graduale incremento delle distanze percorse più si scende lungo la Penisola: i picchi maggiori si riscontrano in Puglia ed in Calabria, dove la quasi totalità dei viaggi mediamente è superiore ai 300 km in linea d’aria. Al contrario, al Nord prevalgono i viaggi di medio raggio (generalmente fino ad un massimo di 250 km in linea d’aria): il dato evidenzia nuovamente come al Nord una quota rilevante di spostamenti orbiti verso i poli attrattori provinciali o regionali e che su distanze più lunghe si privilegiano maggiormente i modi pubblici.