Dal 2010 al 2015 sono circa 8.800 i mezzi pesanti per il trasporto merci usciti dalla circolazione in Calabria

camion-usati-romaDal 2010 al 2015 il parco di mezzi per il trasporto di merci che circolano in Calabria è diminuito, mentre quello di autobus è aumentato. In particolare il numero di mezzi pesanti per il trasporto di merci (autocarri, rimorchi, semirimorchi, trattori e motrici stradali) è passato da 166.432 a 157.629, con una diminuzione di 8.803 unità (che corrispondono al -5,3%). Sempre dal 2010 al 2015 il numero di autobus in circolazione è passato da 4.856 a 4.874 con un aumento di 18 unità (+0,4%). In Italia dal 2010 al 2015 il parco circolante di mezzi pesanti per il trasporto merci è diminuito di 40.264 unità (-0,9%) mentre quello di autobus è calato di 1.904 unità (-1,9%).

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Questi dati emergono da una elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci, che fornisce anche un prospetto della situazione a livello provinciale. Ne emerge che in Calabria sono due le province in cui il parco circolante di autobus dal 2010 al 2015 non è aumentato ma è diminuito: Catanzaro (-6,5%) e Crotone (-2,3%). Tutte le altre province calabresi evidenziano dati positivi: Cosenza (+3,3%), Reggio Calabria (+1,4%) e Vibo Valentia (+6,2%). Nel comparto dei mezzi pesanti per il trasporto merci non vi sono province in cui il parco circolante dal 2010 al 2015 è aumentato. Tutte le province calabresi, infatti, evidenziano dati negativi, che vanno dal -1,3% di Cosenza al -8,9% di Reggio Calabria. I dati che emergono dall’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro segnalano che negli ultimi anni il numero di veicoli che sono usciti dal parco circolante è stato maggiore del numero di nuove immatricolazioni. Questa situazione trae origine dalla crisi economica che ha colpito il nostro Paese. Da questa situazione di crisi, però, l’Italia ha già iniziato ad uscire, come testimonia anche il fatto che i dati sulle immatricolazioni di nuovi mezzi per il trasporto di merci e persone negli ultimi mesi sono particolarmente positivi. Proprio grazie a questi dati molto positivi si può dire che è già in atto una ripresa della crescita del parco circolante di autobus e mezzi per il trasporto di merci, ripresa che non è ancora arrivata (come risulta evidente dai dati riportati più in alto) a recuperare pienamente il livello ante crisi, ma che comunque è il segnale di una inversione di tendenza che sta portando all’ingresso nel parco circolante di nuovi automezzi con dispositivi di sicurezza di gran lunga più efficaci e con livelli di emissioni di sostanze nocive molto minori rispetto ai vecchi mezzi. In attesa, però, che tale tendenza si consolidi pienamente, resta il problema di come agire per diminuire le emissioni dei mezzi che sono attualmente in circolazione e per aumentare, al contempo, la sicurezza sulla strada, anche in virtù del fatto che l’età media dei mezzi in circolazione in Italia è piuttosto elevata. “Gli obiettivi di diminuire le emissioni ed aumentare la sicurezza stradale – commenta Alessandro De Martino, Amministratore delegato di Continental Italia – sono al centro dell’azione anche di Continental, che da un lato è protagonista dell’evoluzione tecnologica nel settore automotive, dal momento che sviluppa tecnologie sempre più evolute per rendere più sicuri e meno inquinanti i trasporti su strada, e dall’altro lato mette a disposizione delle aziende di trasporto una gamma completa di prodotti e servizi che già oggi possono contribuire a rendere più efficiente la gestione dei mezzi, con conseguenze positive anche sulla sicurezza della circolazione e sulle emissioni di sostanze nocive”. Per ottenere questi importanti risultati Continental offre alle flotte di autobus e di mezzi per il trasporto merci ContiPressureCheck, un sistema per il monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS, Tyre Pressure Monitoring System) che previene efficacemente il consumo eccessivo di carburante e i danni dovuti a pressione insufficiente aumentando la vita utile del pneumatico. Ciò si traduce direttamente in risparmio di carburante, minori emissioni di CO2, minore spesa e, non da ultimo, maggior sicurezza.